Zapata, l’asse offensivo con Pessina esalta le capacità del colombiano

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Altro che crisi, Duvan Zapata è sempre stato lo stesso attaccante tanto propenso al sacrificio quanto freddo davanti alla porta avversaria. Contro il Napoli ha siglato un goal straordinario (arrivando a quota 59 reti con la maglia dell’Atalanta) e prodotto due splendidi assist nei confronti di quel giocatore che, da quando ha preso il posto di Papu Gomez, è riuscito a portare quell’equilibrio che serviva tra centrocampo e attacco: Matteo Pessina. Il match di ieri sera ha confermato una tesi molto chiara per il colombiano: l’altalena delle prestazioni varia a seconda dell’intesa offensiva. Con il numero 32 dietro le punte, e non schierato in mediana (posizione abbastanza limitata dove serve più quantità che qualità), il centravanti si comporta tatticamente molto bene, risultando la maggior parte delle volte come uno dei migliori in campo.

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Zapata-Pessina: tatticamente l’asse offensivo perfetto – Analizzando il rendimento di Zapata dalla tredicesima giornata, nelle ultime nove partite il colombiano ha messo il suo nome nel tabellino dei marcatori per ben sei volte. Reti attorniate da un minimo comune denominatore: quello di un Pessina schierato sulla trequarti del campo. Quando l’ex Verona viene messo in attacco, Duvan riesce a trovare l’intesa perfetta tra spazi ampi e dinamicità offensiva. Al contrario, quando Matteo viene inserito in un contesto come quello della mediana (e in attacco ci sta un Malinovskyi non al top della forma), il numero 91 nerazzurro diventa una pedina molto macchinosa. L’intesa è una nota da non mettere in secondo piano, e per Duvan questo asse può solo fare bene alla causa atalantina.

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