La maglia sudata (ed insanguinata) sempre. Toloi trascina l’Atalanta: con la Nazionale dietro l’angolo

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

“Grande vittoria +3!! Sto bene, grazie a tutti per i messaggi!”. Le parole di un guerriero che non molla neanche con il volto sporco di sangue: simboleggiando cosa vuol dire essere capitano di una squadra come l’Atalanta. Basterebbe soltanto vedere la partita di Rafael Toloi ieri al Bentegodi per capire che tipo di giocatore sia. Una vittoria conquistata con le unghie e con i denti, anche a costo di subire un colpo sul volto che avrebbe fatto gettare la spugna a chiunque, non però al numero 2 atalantino: combattivo, grintoso e gli occhi di chi voleva a tutti i costi questo successo.

Più forte di tutto (e la Nazionale lo aspetta) – Al 17′ Barak colpisce con una tacchettata il difensore nerazzurro in pieno volto. Lo spettacolo che si presenta di fronte ai medici bergamaschi sembra abbastanza grave: il giocatore ha il volto pieno di sangue. Sostituzione? Assolutamente no, il numero 2 rientra in campo come se nulla fosse, trascinando l’Atalanta verso una vittoria importantissima. Un gesto che fa capire cosa vuol dire uscire con la maglia sudata (e insanguinata): anche a costo di correre dei rischi. Rafael Toloi merita di essere capitano della Dea, e ora non gli resta che affrontare questa nuova avventura con la maglia della Nazionale.

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