Malinovskyi non è un fuoco di paglia: le potenzialità ci sono (è questo l’aspetto che fa discutere)

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Cosa s’intende per fuoco di paglia? Secondo quanto riportato da Google: “È un modo di dire molto comune nella lingua italiana. Indica tutto ciò che apparentemente può sembrare importante, interessante, ma che poi si rivela di scarso valore e di breve durata”. Se calcisticamente ci si ritrovasse di fronte ad un caso di questo tipo, non sarebbe da meravigliarsi alla luce di innumerevoli altalene sul piano delle prestazioni, ma visto che Ruslan Malinovskyi è tutto tranne che un misero fuoco di paglia, occorre prendere il trequartista in una maniera completamente diversa: specialmente dopo la prestazione di ieri pomeriggio contro la Sampdoria allo stadio Marassi.

Il talento c’è (ed è questo che fa discutere) – La stagione del numero 18 atalantino è stata al di sotto delle aspettative, tanto da fare enorme fatica tutte le volte che è stato tirato in causa (anche nelle disposizioni più semplici). Ieri ha alternato errori banali ad una conclusione precisa e allo stesso tempo decisiva ai fini del risultato. Proprio perché stiamo parlando di un giocatore che l’anno scorso era considerato un titolare a tutti gli effetti, occorre sottolineare quanto Malinovskyi debba fare di più: lui ha le potenzialità per rompere quegli indugi che si sono creati negli ultimi mesi, con l’obiettivo di trasformare quell’etichetta da “fuoco di paglia” a incendio duraturo.

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