Il sorprendente (e positivo) girone di ritorno di José Palomino

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Il girone di ritorno dell’Atalanta è stato assolutamente sorprendente guardando quella che è stata la continuità nei risultati sportivi: secondo posto in campionato, miglior attacco e l’entusiasmo di chi ha voglia di conquistare non solo la qualificazione in Champions League, ma anche la Coppa Italia il 19 maggio in quel di Reggio Emilia. Il tutto non è soltanto una questione di squadra, ma anche di sorprendenti individualità. Ovviamente tra tutti spicca Ruslan Malinovskyi grazie ad un rendimento straordinario con 7 assist in 7 partite (oltre ad essere motore del gioco offensivo nerazzurro), ma c’è anche un’altra pedina che, al giro di boa, si è dimostrato un giocatore affidabile sia dal primo minuto che a partita in corso: stiamo parlando dell’argentino José Luis Palomino. Da essere sotto l’occhio della critica ad un giocatore, a suo modo, fondamentale in difesa.

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L’altra faccia della medaglia che gli valgono la conferma – La prima parte di stagione è stata insufficiente per Palomino: confusione e mancanza di stabilità sulla retroguardia. Il numero 6 nerazzurro è sempre stato un giocatore che faceva il bello e il cattivo tempo, dove bastava un attimo per passare da una grandissima prestazione contro una big ad un errore che poteva compromettere il risultato, ma nel girone d’andata erano presenti più ombre che luci. Il cambio di svolta arriva dalla 23′ giornata in avanti (a Cagliari), quando Palomino riesce trovare affidabilità anche grazie al nuovo 4-2-3-1: sicurezza, interventi tanto precisi quanto puliti e intesa con i compagni di squadra. Nelle ultime 11 partite ha avuto una media pari a 6,50 siglando anche un rete contro il Crotone. Un rendimento così può valere la riconferma come prima alternativa ai tre titolari. Un giocatore ritrovato (con i suoi pregi e difetti).

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