Le pagelle dell’Atalanta 2020/2021: attaccanti

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Muriel (10) – L’immagine di quel giocatore tanto talentuoso quanto discontinuo è soltanto un lontano ricordo. Il colombiano diventa un titolarissimo, e in campionato sigla 22 goal da maestro (agganciando il mitico Jeppson nella classifica dei migliori bomber nerazzurri stagionali). L’impatto all’interno della partita, indipendentemente dal minutaggio, non cambia: è uno spettacolo vederlo con la palla tra i piedi. Semplicemente la miglior stagione da quando è all’Atalanta.

Zapata (9) – Per il terzo anno di fila raggiunge la doppia cifra come solo lui sa fare. Le 15 reti, unite al lavoro di squadra, più alla straordinaria intesa con i suoi compagni di reparto (Luis Muriel su tutti), lo rendono un centravanti assolutamente inamovibile. Punto fermo dell’attacco orobico, è il miglior bomber straniero atalantino (superando un certo German Denis).

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Malinovskyi (8,5) – Per quello che ha fatto vedere nel girone di ritorno meriterebbe un 10 vista anche la vincita della classifica assist, ma complessivamente c’è anche da considerare una prima parte di stagione totalmente incolore. Al giro di boa però le cose si sono ribaltate: Ruslan è diventato quel giocatore che serviva all’Atalanta in quel momento tra costruzione offensiva e giocate decisive. Per la prossima stagione ci si aspetta il salto di qualità.

Miranchuk (7,5) – Con quel poco che gli è stato concesso, ha fatto di tutto e di più. Il suo tocco di palla è impressionante, la qualità che si registra è notevolmente alta, e quando viene tirato in causa non sbaglia quasi mai un colpo. Certo, c’è molto da migliorare, ma se il buongiorno si vede dal mattino la Dea ha tra le mani un giocatore assai interessante. Da considerare i suoi goal decisivi contro Inter e Lazio (in Coppa Italia).

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Ilicic (7) – Era inevitabile non ripetere quello che aveva fatto di straordinario l’anno scorso. La sua è una stagione che passa dal recupero estivo al ritrovamento della forma a fine girone d’andata, fino ad arrivare al calo nel rush finale (principalmente dettato dalla testa). Molto probabilmente il suo ciclo a Bergamo è arrivato completamente al capolinea, ma quello che ha fatto in questi anni rimarrà indelebile nella storia nerazzurra.

Lammers (6,5) – Le potenzialità ci sono viste le due reti segnate contro Cagliari (all’esordio) e Napoli, ma non riesce a trovare spazio. Prestito per fargli guadagnare minutaggio? È una possibilità, però il talento di questo ragazzo non si discute.

Gomez (5) – Si può essere fenomeni quanto si vuole, ma se metti l’individualità davanti alla squadra rischi di destabilizzare ulteriormente la stagione. La lite con Gasperini ha complicato ulteriormente le cose per l’ex numero 10 atalantino che, nel giro di un mese, è passato da essere capitano a partente. Era necessario riadattarsi, lui non lo ha fatto e allora è andato via. C’è un forte dispiacere dopo 6 anni pieni di successi, ma il bene dell’Atalanta Bergamasca Calcio viene prima di ogni cosa (indipendentemente dai nomi).

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