Serie A, maxi blitz contro la pirateria e le IPTV: oscurati 1,5 milioni di abbonamenti illegali. Cosa rischiano i trasgressori?

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

Pirateria
Scacco matto alla pirateria? La Polizia Postale oscura le IPTV illegali. In Italia sono sempre di più coloro che preferiscono abbandonare le pay tv e sottoscrivere abbonamenti illegali per la visione di Sky, DAZN e Netflix al prezzo compreso tra i 10 e i 15 euro mensili. La Lega Serie A ha iniziato una lotta senza precedenti contro la pirateria che sta dando i suoi frutti negli ultimi mesi. Proprio pochi giorni fa, un grande blitz guidato dalla Procura di Catania è scattato in diverse città italiane ed ha richiesto l’impiego di 200 specialisti provenienti da 11 Compartimenti regionali della Polizia Postale (Catania, Palermo, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Ancona, Roma, Cagliari, Milano, Firenze, Venezia). L’operazione denominata Black Out ha portato all’oscuramento di circa 1,5 milioni di abbonamenti illegali. Le indagini hanno individuato il motore della frode su Telegram, in vari social network e in diversi siti di bot che pubblicizzavano la vendita di contenuti illegali. La centrale, che gestiva circa l’80% del flusso illegale IPTV in Italia, è stata individuata, disattivata e sequestrata a Messina.
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Blitz contro la pirateria, le parole di De Siervo

L’amministratore delegato della Lega Serie A ha commentato così l’esito dell’operazione contro le IPTV illegali: “Oggi la Polizia Postale e la magistratura di Catania hanno finalizzato un’importante maxi-operazione oscurando 1,5 milioni di abbonamenti a servizi di streaming illegali delle nostre competizioni con 45 persone indagate in tutta Italia. Alle forze dell’ordine, nel percorso di continua collaborazione nella lotta alla pirateria audiovisiva, va il nostro ringraziamento per l’importantissimo risultato ottenuto, è un’ulteriore passo in avanti per azzerare il flusso delle IPTV fuorilegge”. 

La pirateria è un reato, cosa rischiano gli utenti?

Coloro che sottoscrivono abbonamenti illegali sono perseguibili dalla giustizia per violazione della legge sul diritto d’autore del 1941 – art. 171 octies l.633/1941, che sanziona, “chiunque a fini fraudolenti produce, pone in vendita, importa, promuove, installa, modifica, utilizza per uso pubblico e privato apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica sia digitale“. Tale reato è stato reintrodotto nel codice penale italiano, tramite un intervento legislativo, nel 2003. I trasgressori rischiano tantissimo: multe dai 2.500 a 25 mila euro e pene dai 6 mesi ai 3 anni di carcere.

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