Nazionale, Tavecchio: “Colpa degli stranieri, gente che toglie posto agli italiani”

Pubblicato il autore: Emanuela Francini


La mancata qualificazione dell’Italia ai prossimi Mondiali in Qatar è destinata a far discutere per molto tempo. Dopo l’incredibile vittoria di Euro2020 la scorsa estate, si pensava che oramai la squadra potesse tranquillamente accedere alla fase finale della competizione mondiale della Fifa, suscitando sorpresa da parte di molti. C’è chi ha provato a capire i motivi della disfatta Azzurra, arrivando alla conclusione che il sistema calcio italiano ha bisogno di un ammodernamento. Certamente gli episodi durante i match di qualificazione hanno inciso, ma in fondo ci sono problemi che riguardano la struttura. A tal proposito è intervenuto Carlo Tavecchio, intervistato da Radio Punto Nuovo.

Tavecchio: “Mi diedero del razzista”

L’ex presidente della FIGC ha provato a dare delle spiegazioni, sollevando la questione giovani. Ecco la sua risposta: “Gli attaccanti italiani si contano sulle punta delle dita di una mano, se non usiamo i nostri giovani non abbiamo alternativa che chiamare Tizio, Caio, Sempronio che non sono cresciuti nei nostri vivai. Abbiamo un sacco di gente che toglie il posto agli italiani, mi diedero del razzista quando sollevai questo problema. Il pescare nel mare magnum degli stranieri porta a questi risultati. Dimissioni? Ognuno fa quello che vuole. Dissi solo che chi doveva venire a giocare in Italia doveva avere un curriculum che dimostra che giocasse in una squadra rappresentativa del suo paese, come succede in Francia e in Inghilterra“.

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Carlo Tavecchio ha poi continuato: “Bisogna fare centri di formazione federale, è il primo passaggio per ottenere dei giovani che possano esprimersi a certi livelli. Bisogna potenziare questi centri e mettere dei limiti sull’utilizzo degli stranieri. Parlo ovviamente degli extracomunitari. La Lega di Serie A si renderà conto del problema di quanto stia cadendo in basso il nostro calcio quando capiranno che non potranno più comprare giocatori a 5-6 milioni l’anno. Andiamo verso una naturale autarchia.

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