Inchiesta “Prisma”: le plusvalenze più eclatanti, cosa rischia la Juventus e i tutti i giocatori indagati. Ecco le ultime

Pubblicato il autore: Andrea Milano


L’inchiesta Prisma come è stata denominata, parte dalle inchieste di Consob e Covisoc, che avevano iniziato ad indagare su 42 plusvalenze fittizie. In sintesi estrema questo è il significato di tale inchiesta. Indagata anche la Juventus in qualità di persona giuridica e molti tra tesserati del club e giocatori, che in seguito approfondiremo. Questa inchiesta rischia di portare alla luce il marcio che si nasconde nel sistema calcio italiano. Nel caso specifico c’è la Juventus. Già sono state perquisite da tempo le sedi varie volte per l’accertamento di ipotesi di reato, di false comunicazioni delle società quotate ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Alla base ci sono plusvalenze per 282 milioni in tre anni, connotate da valori fraudolentemente maggiorati. Con il sistema delle plusvalenze sulla compravendita di calciatori, la Juventus ha generato un ricavo di natura contabile e fittizio, mascherando perdite di esercizio nell’ordine: 39 milioni anzichè 171 milioni nel 2019, 89 milioni anzichè 209 milioni nel 2020 e 209 milioni anzichè 240 milioni nel 2021. La Juventus che assicura la totale collaborazione, avrebbe di fatto gonfiato il prezzo di vendita per sanare i buchi di bilancio.

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Cosa rischia la Juventus? Le plusvalenze più eclatanti

I casi più lampanti che hanno portato alle plusvalenze più eclatanti sono gli scambi che in gergo si dice che terminano a somma zero e riguardano i ragazzi delle Under. Un esempio è l’acquisto dall’Olympique Marsiglia di Akè per 8 milioni di euro, in cambio alla stessa cifra di Tongya, 19 anni. Poi l’acquisto di Rovella dal Genoa per 18 milioni di euro con concomitante cessione di Portanova valutato 10 milioni e di Petrelli 8. Una delle operazioni più clamorose è stata quella della cessione di Miralem Pjanic al Barcellona nel giugno 2020. Il giocatore, valutato 63 milioni, la Juventus lo ha iscritto a bilancio con una plusvalenza di 44 milioni. In realtà la Juve non ha incassato soldi, poichè ha acquistato Arthur dal Barcellona, valutato 72 milioni. Scambio di “carta”. Oltre alle plusvalenze (sopra le più eclatanti, ma ce ne sono molte altre) ci sono anche i compensi ai procuratori che non corrisponderebbero alle prestazioni rese. Inchiesta allargata fino ai rapporti tra la Juventus e Cristiano Ronaldo, con la famosa “carta privata” dove si troverebbero i dettagli reali su contratto e retribuzioni. Vediamo di fatto cosa rischia la Juventus. Bisogna prima scindere però il lato penale da quello sportivo. Falso in bilancio, false comunicazioni di società quotata in borsa e false fatturazioni; le pene prevedono anche il carcere. Il lato sportivo viene affidato alla discrezionalità del giudice, ma raramente si sono attuate pene sostanziali. Difficile valutare la differenza tra scelta sbagliata e frode. Per cui di fatto, al momento la Juventus non rischia nulla.

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Tutti i giocatori indagati della Juventus nell’inchiesta Prisma

I giocatori della Juventus coinvolti nell’operazione “Prisma” sono 13 in totale, ossia quelli che nel marzo 2020 chiesero il congelamento degli stipendi per aiutare la società alle prese con le restrizioni del Covid. Vediamo chi sono: Chiellini, Bonucci, Szczesny, De Sciglio, De Ligt, Alex Sandro, Danilo, Cuadrado, Rugani, Rabiot, Pinsoglio, Bernardeschi e Dybala. I giocatori non sono indagati ma sentiti come persone informate sui fatti. Tra i dirigenti sentiti anche Nedved e Paratici (ora al Tottenham) e il presidente Andrea Agnelli.

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