Come giocherà il nuovo Torino? Manca un trequartista, cosa cambia con Zapata

L'acquisto del centravanti colombiano ha chiuso il mercato granata cambiando parzialmente gli equilibri della rosa. Juric non ha avuto la mezzapunta tanto invocata da affiancare a Vlasic, ma il modulo con due attaccanti centrali continuerà a restare solo un'alternativa

Il campionato di Serie A è pronto per la ripartenza. Che in più di qualche caso sarà però un vero e proprio nuovo inizio. Dopo aver disputato le prime due giornate a mercato aperto, e dopo essere scese in campo per la terza appena 48 ore dopo la chiusura delle liste, la sosta per gli impegni delle nazionali ha come sempre fornito agli allenatori il tempo per studiare nuove tattiche e rapide metodologie di inserimento per i giocatori arrivati nelle ultime ore della sessione. Ne sa qualcosa il Torino, che nelle prime tre giornate ha raccolto solo quattro punti. Se non fosse stato per il guizzo di Nemanja Radonjic in pieno recupero contro il Genoa la classifica dei granata piangerebbe davvero e si parlerebbe forse già di crisi.

Torino, mercato incompleto: a Juric manca un trequartista

Invece in casa Torino ci si preoccupa per il momento molto meno della classifica piuttosto che dei margini di crescita della squadra all’alba della terza stagione dell’era Juric. Sarà l’ultima? Presto per dirlo, di sicuro iniziare un campionato con l’allenatore in scadenza non è mai consigliabile. In particolare in un ambiente che si presta facilmente ai malumori come quello granata. Di sicuro sarà una stagione diversa, nella quale è lecito aspettarsi più creatività da parte dello stesso Juric dal punto di vista tattico, anche alla luce di come è stata costruita la rosa. Se infatti l’acquisto in extremis di Duvan Zapata ha garantito al Toro voti alti in sede di bilancio di mercato, è innegabile come all’appello dei volti nuovi sia mancato un trequartista, invocato dall’allenatore fin da inizio estate.

Cambio modulo? No, grazie: sarà ancora Toro a una punta

La trattativa fiume con il West Ham per il riscatto di Vlasic e poi la possibilità di arrivare a Zapata hanno tolto risorse economiche e temporali al ds Vagnati per colmare quella che a tutti gli effetti appare come una lacuna per una squadra da anni costruita sul doppio trequartista alle spalle di un unico centravanti. Ora l’abbondanza c’è curiosamente proprio alla voce prime punte, con Sanabria retrocesso al ruolo di riserva alle spalle di Duvan e davanti a Pellegri. Sulla trequarti, invece, saranno lo stesso Radonjic e Karamoh a sgomitare per la maglia da titolare al fianco di Vlasic. Senza dimenticare Demba Seck, rimasto proprio perché non sono arrivati elementi omologhi. La certezza sembra essere quella che all’orizzonte non ci sono cambi di assetto. Del resto solo quattro volte nelle ultime 41 partite ufficiali tra campionato e Coppa Italia il Toro non è sceso in campo con il 3-4-2-1.

Torino, in tre in lizza per affiancare Vlasic sulla trequarti

Accadde in casa contro Lecce, Sassuolo e Sampdoria, e poi a fine gennaio a Empoli. In queste occasioni Juric optò per la soluzione di Vlasic falso nove, con Radonjic, Miranchuk, Seck e Karamoh ad alternarsi alle sue spalle. Detto che, con due vittorie, un pareggio e una sola sconfitta, e con Vlasic a segno in due occasioni e autore di un assist, i riscontri non furono neppure così deludenti, le stesse caratteristiche degli attaccanti in rosa non sembrano sposarsi al meglio con un eventuale 3-4-1-2, vista l’assenza di una seconda punta di ruolo. Una posizione, questa, alla quale potrà comunque adattarsi Sanabria, o lo stesso Radonjic, ma che non può diventare la base tattica della stagione, anche per non ridurre le alternative in panchina al solo Pellegri.

Laboratorio Toro: Ricci o Tameze possono avanzare sulla trequarti

Detto che per lo stesso motivo pare lontana l’ipotesi di un 3-5-2 molto lontano dai concetti tattici basilari di Juric, l’alternativa più percorribile sembra essere quella legata all’avanzamento sulla trequarti di un centrocampista. Samuele Ricci e Adrian Tameze sembrano gli elementi più adatti rispetto a Ivan Ilic, più a proprio agio qualche metro più indietro. L’ex Empoli ha anzi già giocato alcuni spezzoni dell’attuale campionato in questa posizione, con risultati soddisfacenti. Qualità di inserimento e tempi di gioco sono ancora da affinare, ma il tempo non manca. Già contro la Salernitana, una delle squadre che maggiormente si affida al possesso palla, un centrocampo impostato sulla corsa potrebbe rivelarsi una scelta azzeccata.