Napoli Campione d'Italia: un bluff che sta lentamente scomparendo

La doppia sconfitta con Inter e Juventus ha fatto sprofondare il Napoli campione d'Italia lontanissimo dalla vetta della classifica. Ad oggi è impossibile poter pensare che gli azzurri siano in grado di replicare la straordinaria cavalcata della scorsa stagione

napoli campione d'italia

Il Napoli Campione d'Italia è ormai un ricordo che lentamente sta evaporando dalla mente di tutti i tifosi. Di quella squadra straordinaria messa in piedi da mister Luciano Spalletti sono rimasti quasi tutti i calciatori protagonisti ma è lo spirito indomito e la lucidità tecnico tattica che è venuta a mancare all'improvviso. Una metamorfosi negativa che apre a riflessioni di ogni genere sulla bontà del lavoro dell'attuale tecnico della nazionale, sul reale valore dei calciatori e sulla gestione societaria del periodo post scudetto.

E' proprio quest'ultimo punto che forse lascia maggiormente l'amaro in bocca a tutti i tifosi napoletani. Il presidente De Laurentiis vero padre-padrone del club si è sostituito a tutte le cariche che dovrebbero operare in una società di calcio. La sostituzione di figure come Spalletti e Giuntoli non è apparsa felice e soprattutto ha percorso la direzione di figure facilmente gestibili e che alla fine sembrano lasciare sempre l'ultima parola al numero 1 partenopeo.

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Napoli campione d'Italia: i più bravi, non i più forti

Il primo errore societario è stato quello di non sostituire degnamente Luciano Spalletti. Il tecnico toscano da grande esperto di calcio aveva capito fin da subito che ripetere quanto fatto nella scorsa stagione sarebbe stato complicatissimo anche senza cessioni importanti. La sensazione, avuta già nel corso della passata stagione, è che molti calciatori hanno reso ben oltre le proprie possibilità inseriti all'interno di un contesto altamente funzionante.

La difesa si è retta sulla capacità tattica di difendere attaccando. Attraverso una condizione fisica sempre notevole che appena è andata un minimo in flessione ha fatto intravedere alcune delle problematiche di quest'anno. Da marzo in poi il Napoli, con lo scudetto già in tasca, non è stato più lo schiacciasassi di inizio stagione e l'eliminazione dalla Champions contro un Milan inferiore ne è stata la prova. La fascia sinistra occupata da Mario Rui e Oliveira è l'emblema di questa squadra. Due buoni giocatori che hanno trovato la stagione perfetta. Con Kim si è sfidato il destino due volte. La prima nel prenderlo per sostituire una certezza come Koulibaly. La seconda, dopo aver fatto bingo con il suo acquisto, nel sotituirlo con l'ennesima scommessa (Natan) che per adesso non sta dando i suoi frutti lasciando la difesa orfana di un pilastro.

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Il centrocampo e l'attacco sono indubbiamente i reparti migliori della squadra anche se alcuni scricchiolii iniziano a farsi sentire. Zielinski in scadenza e con le sirene di Juve e Inter addosso. Lobotka che dopo una stagione da Pirlo è tornato ad essere un buon giocatore, non un fenomeno. Kvaratskhelia è fortissimo e su questo nessun dubbio. Ma non è più una sorpresa e tatticamente gli avversari lo conoscono e un pò di contromisure hanno imparato a prenderle. Su Osimhen tante cose strane come la gestione social del rigore sbagliato o i continui infortuni ogni volta che va in nazionale. Senza pensare alla querelle del rinnovo contrattuale.

L'errata gestione del Napoli Campione d'Italia

Detto del mercato discreto ma non ottimale. Trattenere alcuni giocatori di per se è stata già una grande cosa, ma gli acquisti sono stati altamente deludenti. Soprattutto a questo Napoli è mancato un colpo ad effetto in grado di garantire un rendimento che questa squadra avrebbe meritato. Onore a De Laurentiis che continua a gestire economicamente in modo perfetto questa società. Non dovrebbe però dimenticarsi che è riuscito in questo arduo compito, senza perdere efficacia sul campo grazie ad uno staff di lavoro esemplare.

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Cristiano Giuntoli ha azzeccato acquisti e altri ne ha sbagliati. Ma quest'anno senza di lui solo errori dalle operazioni in entrata. Sostituire Spalletti con Garcia poi non è stata una grande idea. E' vero che tecnici come Tudor e Tiago Motta vogliono avere carta bianca dal punto di vista tecnico (come dovrebbe essere) ma garantiscono anche un lavoro a medio termine di risultati e di valorizzazione della rosa che con Garcia non sarebbe stato mai possibile.

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Adesso occorre dimenticare quanto fatto lo scorso anno e con Mazzarri provare a salvare il salvabile. Un mancato accesso alla Champions League potrebbe ricacciare il Napoli indietro sia a livello di programmazione che di risultati.

Napoli Campione d'Italia: la cavalcata dei ragazzi di Spalletti