Intervista esclusiva a Sergio Pellissier: "Non ci sono più attaccanti forti. Inter da Scudetto? Tra qualità ed episodi a favore, non sbagliano mai"

La nostra redazione ha avuto il piacere di intervistare Sergio Pellissier, ex attaccante del Chievo ed oggi presidente della Clivense, la squadra nata dalle ceneri del fallimento della società gialloblu: ecco le sue parole in esclusiva i nostri microfoni.

Abbiamo avuto il piacere di contattare telefonicamente Sergio Pellissier, ex attaccante e bandiera del Chievo con più di 100 gol in Serie A. Oggi è presidente della Clivense, la squadra nata dopo il fallimento della società di Verona che oggi milita in Serie D dopo la promozione dello scorso anno dall'Eccellenza. Ecco cosa ha raccontato ai nostri microfoni.

Come procede il campionato della tua Clivense? Qual è il vostro obiettivo?

L'obiettivo in questo momento è quello di mantenere la categoria, per quest'anno. Abbiamo avuto qualche difficoltà, un po' di sfortuna, qualche errore anche da parte nostra, e quindi dobbiamo limitare i danni per finire al meglio il campionato facendo più punti possibili.

Per quanto riguarda la questione dell’acquisizione del titolo del Chievo, come procede la situazione?

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Non ci sono novità, stiamo aspettando cosa dirà il curatore fallimentare. Per il momento non possiamo far altro che aspettare per capire cosa fare e quali saranno le prossime mosse.

Resta comunque l'intenzione di acquisire il titolo della squadra gialloblu?

Era uno degli obiettivi e delle promesse che avevamo fatto a tutti i nostri soci e a coloro che ci seguono, quindi sì: resta un obiettivo, non possiamo spendere 500mila euro per un marchio. Siamo in attesa di sapere come andrà avanti la questione.

Sei stato un grande bomber per tanti anni in A e in B: chi ti piace di più tra gli attaccanti più giovani della Serie A? E chi pensi che si porterà Spalletti all’Europeo?

Io credo che non ci siano più tanti attaccanti veri, quindi faccio fatica a sceglierne uno. Sono indubbiamente ragazzi che hanno delle qualità, che possono migliorare, ma per diventare attaccante vero come quelli con cui sono cresciuto ci vuole ancora tanto. Per quanto riguarda Spalletti, è un grande allenatore, che sa prendersi le sue responsabilità, che fa gruppo, ha dimostrato che può far bene. Non si è ritrovato in un girone semplicissimo: in ogni caso, però, saprà fare le scelte corrette anche perché credo sia l'allenatore giusto per la Nazionale.

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Hai segnato molto spesso alla Juve: se tu fossi il presidente dei bianconeri, confermeresti di nuovo Allegri?

Queste sono decisioni loro, indubbiamente Allegri ha dimostrato di far sempre bene. Ha ciccato le ultime partite, però finora era sempre stato attaccato all'Inter. Queste ultime gare hanno incrinato un po' l'andamento della stagione, però queste sono comunque decisioni che prenderanno loro a fine campionato una volta che saranno stati ottenuti determinati risultati.

Pensi che l’Inter abbia ormai chiuso il discorso Scudetto?

I nerazzurri hanno una gara in meno e 9 punti di vantaggio. Soprattutto se dovesse vincere il recupero, credo che un +12 a questo punto ti metta veramente al sicuro da eventuali rimonte. Loro non sbagliano mai: tra le loro qualità, tra qualche episodio a favore loro, anche quelli discutibili, riesce sempre a portare a casa la vittoria. Quando gioca bene, da Inter, non trova mai nessuno che li ferma e che lotti davvero con loro: ha ottime speranze di vincere.

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Qual è il tuo modello di società virtuosa, tra quelle che ci sono in Serie A e Serie B?

Io sto cercando di creare una società sana, che costruisce qualcosa di importante, che abbia un centro sportivo, che abbia rappresentate tutte le categorie (compresa quella femminile). Serve un settore giovanile valido, devi costruire già al tuo interno, così anche da risparmiare quando devi scegliere i calciatori per la prima squadra: se hai già un bacino importante di calciatori giovani, puoi valorizzarli e guadagnare anche da loro. Questo è quello che fanno soprattutto le squadre straniere, ed è la grande differenza con l'Italia: se hai tutto questo, il tuo centro sportivo, il tuo stadio, puoi ambire ad essere una squadra importante.