Serie B, il lunedì degli esoneri: cambia anche il Lecco. Cronaca di un calvario annunciato
La seconda sosta del campionato di Serie B fa da apripista a due esoneri in contemporanea. Il Bari, come la Cremonese, cambia dopo un pareggio (contro la Reggiana). Il Lecco fa pagare al re della promozione dalla C Foschi il prezzo di un'estate da incubo

In Serie B vanno di moda gli esoneri… senza perdere. La seconda panchina in ordine di tempo ad essere saltata dopo quella di Davide Ballardini alla Cremonese è stata infatti quella di Michele Mignani. Il tecnico genovese ha visto concludersi la propria esperienza alla guida del Bari dopo il pareggio sul campo della Reggiana, poco meno di un mese dopo che lo stesso avversario era curiosamente stato fatale a Ballardini. Entrambe le decisioni sono infatti arrivate con le squadre a metà classifica, per quanto possa contare la classifica in Serie B dopo quattro e nove partite. Evidentemente, però, le due dirigenze non si sono fermate all’apparenza degli ultimi risultati, pensando nel lungo periodo e ritenendo gli organici costruiti superiori a quanto mostrato finora a livello di prestazioni oltre che di punti.
Serie B: Cremonese e Bari, quando gli esoneri partono da lontano
Di qui l’idea che fosse arrivato il momento di cambiare e che quanto (non) visto nelle prime uscite stagionali non lasciasse margini di crescita. Del resto tanto Ballardini quanto Mignani arrivavano da conferme non del tutto convinte. Il primo aveva sfiorato il miracolo di salvare in A una Cremonese che sembrava retrocessa a metà stagione. Il secondo, il tecnico più longevo della B al pari di Stefano Vecchi, avendo iniziato la terza stagione sulla panchina della stessa squadra, aveva provato a ricominciare dopo il trauma della finale playoff persa in casa davanti a 60.000 tifosi contro il Cagliari a 10 secondi dalla fine. Uno shock che avrebbe steso anche tecnici più esperti e peraltro l’organico del Bari è stato stravolto e all’atto pratico anche indebolito in estate sul mercato. Attenuanti evidentemente non sufficienti. Anche perché pure la piazza sembrava aver perso fiducia nei confronti di Mignani.
Lecco, Foschi paga per tutti il prezzo di una folle estate
Molto diverso è il contesto che ha portato al terzo esonero del campionato. A Lecco è finita la favola di Luciano Foschi, il tecnico della storica promozione in B dopo 50 anni. Un punto in 6 partite, quello ottenuto a Modena, cinque sconfitte e 13 gol al passivo non possono però avere un solo capro espiatorio. Foschi ha sicuramente pagato la mancanza di esperienza in un campionato come quello di Serie B, in comune però con i giocatori mandati in campo, la società e pure il direttore sportivo che ha costruito la rosa, Domenico Frachiolla, pur tra mille attenuanti, legate alle note traversie vissute dal club in estate e al balletto dell’iscrizione negata e poi accettata che ha reso impossibile lavorare con profitto sul mercato. Insomma, ha vinto il vecchio adagio “non potendo cambiare 25 giocatori si cambia il tecnico”. Cinico, ma inevitabile.
Lecco, due mesi per continuare a sperare
E adesso? Questo Lecco non è all’altezza della Serie B e si sapeva, ma Foschi paga i punti persi contro l’altra matricola Feralpisalò, che sembra però essersi calata prima nella categoria, complice una rosa superiore, e soprattutto il ko di Cittadella, maturato nel finale dopo oltre un’ora in vantaggio. La società non vuole fare da vittima sacrificale e neppure il campionato ha bisogno che questo succeda. I nomi per la successione fioccano, ma al momento i dirigenti hanno incassato più rifiuti e prese di tempo che adesioni convinte al progetto. Inevitabile pure questo, ma approfittando pure della sosta c’è il tempo per operare una scelta oculata. In fondo l’obiettivo è restare agganciati fino a gennaio, quando si proverà il tutto per tutto per una missione che sembra impossibile. Intanto la Serie B registra nello stesso giorno due esoneri lontani e vicini allo stesso tempo, quanto impensabili quattro mesi fa, quando il Bari è andato a 10 secondi dalla A e il Lecco ha ritrovato una categoria dove mancava da mezzo secolo. Ma la memoria non è di questo sport. Neppure dopo un pareggio.