Padova: in vista l'esonero di Mister Brevi?

Dopo otto partite, il bilancio del Padova non è certo esaltante: dieci punti totalizzati, con due sole vittorie all'attivo. I tifosi avevano già ostracizzato Mister Brevi, reo, secondo loro, di un curriculum tutt'altro che rispettabile per una piazza esigente come quella biancoscudata. I primi mugugni si erano visti dopo la gara di Coppa Italia contro i dilettanti del Seregno: era il 31 luglio e il Padova non riuscì ad andare oltre lo 0-0, venendo eliminato poi con i tiri dal dischetto. C'era però il partito dei possibilisti, che indicava come fosse semplicemente calcio estivo, spiegando che c'era ancora nelle gambe la preparazione, et similia..già: peccato che non fosse una semplice amichevole ma una gara di Coppa Italia, o Tim Cup, per come la si vuole chiamare. L'inizio di campionato, con il rinvio (a causa del terremoto che colpì anche le Marche)che fece saltare la gara di San Benedetto del Tronto, sembrava poter offrire al Padova la chance di un inizio sul velluto, con due gare consecutive tra le mura amiche, peraltro con due formazioni non propriamente ostiche. La storia però insegna che mai bisogna sottovalutare l'avversario e che un nome importante (vedi Parma) non vuol dire sicuro successo: infatti chi pensava che ai ducali ci fosse la strada spianata si è dovuto bruscamente ricredere. Alla prima partita il Padova ha pareggiato con l'Albinoleffe, pur combattendo da leone: si dirà, la sfortuna. Brevi coglie il primo successo la settimana successiva, sconfiggendo per 2-0 un non irresistibile Forlì. Nubi scacciate? Macchè. Alla prima gara esterna arriva una mazzata in quel di Fano: un 3-1 che non lascia tante attenuanti. Si arriva così alla gara interna contro la Maceratese: un pareggio che regala più di un rimpianto, visto che la squadra marchigiana ha pareggiato all'ultimo tuffo (è proprio il caso di dirlo). I rimpianti aumentano se si pensa anche al rigore fallito da Altinier. Ecco la vittoria di Gubbio, inattesa e secondo molti, non completamente meritata. Ma cosa importa? Intanto le nubi vengono scacciate ancora. I tifosi accorrono ancora allo stadio, ma contro il Mantova all'Euganeo prima e a Teramo sono due desolanti 0-0. Il recupero di San Benedetto del Tronto, con quel 2-0 senza attenuanti, fa traballare una panchina che ormai è vicinissima al baratro e all'inevitabile finale, con grande soddisfazione di chi ha fatto la guerra a Brevi senza neanche conoscerlo. L'allenatore avrà le sue colpe ma bisogna ricordarsi che in campo vanno i giocatori. I candidati per la successione sono due: Mario Petrone, libero dopo l'esonero di Ascoli del novembre scorso e, udite udite, Michele Serena: l'ex viola che allenò i biancoscudati nella sfortunata stagione 2013-2014 che portò alla retrocessione in Lega Pro (dopo cinque stagioni di serie B) e al successivo fallimento. La piazza vorrebbe Bepi Pillon, ma un suo ritorno sembra non essere nei pensieri di Bergamin e Soci. Altre voci vogliono Brevi in panchina nella prossima gara, contro la Reggiana. Una cosa è certa: il tempo stringe e bisogna decidere in fretta: se è vero che il Padova è ancora in zona playoff, è altrettanto vero che è l'ultima piazza utile (attualmente la squadra è decima) e basta poco per rotolare più giù.