Taylor Phinney svela dei retroscena sulla carriera: “C’era ancora un grande abuso di oppioidi…”

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu

Taylor Phinney
Taylor Phinney svela dei retroscena sulla sua carriera finita anzitempo a soli 29 anni. In questo percorso da ciclistica ha raccontato  nel podcast Thereabouts alcune difficoltà a cui ha dovuto far fronte nel corso della sua carriera. Tra le difficoltà rientra l’entrata in un mondo dove si  faceva uso di oppioidi e iniezioni di cortisone.
Al riguardo ha affermato: “C’è stato un periodo in cui mi dicevano di finire le borracce in corsa.  Quando ho iniziato a correre il periodo dell’EPO e delle trasfusioni sembrava finito, ma c’era ancora un grande abuso di oppioidi nello sport. Non so se questo ora sia finito, ma era talmente ampio nei miei primi anni che a fine corsa ti prendevi un paio di Tramadol, che è un po’ come prendere una pasticca o due di Vicodin assieme ad un bel po’ di caffè e magari delle Pseudoefedrine. È praticamente una bomba, se lo prendo ora mi manderebbe sulla luna. Non faceva per me, ma mi è stato offerto”.

Taylor Phinney svela dei retroscena. Le dichiarazioni

Phinney si è espresso anche sugli effetti delle iniezioni di cortisone quando si ruppe una gamba: Era come se volassi malgrado mezza gamba non mi funzionasse. In quel momento ho capito meglio. Ne ho parlato pubblicamente e la dirigenza mi ha rimproverato. Una volta che sei nel sistema e cominci a parlare delle cose sbagliate, ma queste sono in qualche modo connesse a chi ti paga lo stipendio sei in una posizione per cui le persone possono dirti cosa dire e punirti se non obbedisci alle regole che possono decidere in qualsiasi momento”.

Infine ha spiegato: “Gli antidolorifici non erano l’unica cosa, specialmente nelle classiche erano in molti a farlo. Per me era una follia e ne ho parlato in una intervista, raccontando anche come ad alcuni veniva fatta una iniezione di cortisone al momento giusto per alcune corse, cose di cui non hai bisogno”.

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