Inter conferenza Conte-Marotta: per trasformare l’impossibile in possibile servono uomini straordinari

Pubblicato il autore: Gabriele Ripandelli Segui

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Conte è carico, determinato e affamato di vittorie. Questa è l’immagine che rimane impressa dalla conferenza che sancisce il suo ingresso ufficiale e definitivo nel pianeta Inter. I concetti per ora sono pochi, ma chiari e semplici: servono uomini straordinari, bisogna lavorare molto ed è vietato porsi alibi. Conte vede davanti a sé una sfida difficile, ma interessante sotto ogni punto di vista. All’ex Juventus basta avere l’1% di possibilità di vincere per crederci e dettare la strada ad un gruppo di ragazzi che deve mettere il “noi” prima dell’ “io”. Serve più stabilità, più passione ed un piano tattico che faccia riconoscere la squadra in tutto il mondo. Il nuovo motto sarà “testa bassa e pedalare”: la strada per il successo è fatta di fatica e sudore e per inseguire Juventus e Napoli e ridurre il gap, bisogna lavorare meglio di loro. Nella conferenza c’è anche tempo per parlare di mercato (“Barella e Dzeko sono obiettivi, ma non abbiamo fretta”), ringraziare Spalletti (“Mi ha lasciato una buona base e grazie a lui sono tornato in Champions), dare il bentornato a Lele Oriali e parlare di Icardi e Nainggolan.

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Marotta a fine conferenza ne approfitta per dare il ben tornato a Lele Oriali.

Testa, cuore, gambe. C’é un quarto elemento che aggiungerà a questa nuova esperienza che sta partendo? (conferenza Conte)
Possiamo aggiungere la passione per questo sport perché un po’ la stiamo perdendo. Si guardano più altri interessi.

Le squadre inglesi hanno dominato  le competizioni europee, c’è qualcosa che pensa possa essere importato dalla Premier League? (conferenza Conte)
Sicuramente penso che il campionato italiano si stia muovendo nella giusta direzione dopo una fase di impasse. Si sta capendo l’importanza di investire nelle infrastrutture ed avere stadi di proprietà, si sta iniziando a lavorare molto sul marketing. In Inghiletta Sono stati bravi a portare il campionato inglese come più ambito anche per i diritti tv e ad unire la forza economica alle competenze tecniche. Oggi le squadre inglesi fanno paura: grazie ai migliori allenatori al mondo alla guida delle più importanti squadre inglesi hanno portato anche un miglioramento dal punto di vista tattico oltre alla grande intensità.

Si è parlato molto di uno scambio Icardi-Dybala, vi piacerebbe ? (conferenza Marotta)
Penso che al momento sia utopistico questo scenario. Ho avuto modo di conoscere Dybala per competenze tecniche e non solo. E’ un grande giocatore, ma mi sembra tutto utopistico.

L’inter è la sua sfida più difficile? Il no a Icardi è Nainggolan è stata anche una scelta tecnica? (conferenza Conte)
Sicuramente è stata una grande avventura, difficile ma allo stesso tempo molto intrigante. Penso che ognuno di noi vive la nostra vita per questo tipo di sfide. Io mi nutro di sfide difficile ed affascinanti sotto molti punti di vista. Non la considero la sfida più difficile, ma una tra le più difficili.
Penso che il club abbia avuto il tempo necessario per valutare bene le sue decisioni ed agire. Io mi sono allineato totalmente alla linea del club.

L’idea Conte è nata dopo il caso Icardi, data la sua abilità nel tenere lo spogliatoio? (conferenza Marotta)
No, assolutamente. E’ nata quando abbiamo pensato al meglio per il futuro dell’Inter. Conte era il miglior profilo a disposizione per le nostre esigenze.

Quest’anno vuole iniziare subito con la difesa a tre o continuare con quella a quattro di Spalletti? (conferenza Conte)
Quello che risalta oggi è che il reparto difensivo sia molto forte, considerando anche D’Ambrosio, Bastoni e Ranocchia che giocherebbero titolare in qualsiasi squadra in Serie A. Partiremo da una difesa a 3, ma sono partito molte volte da un pensiero passando ad un altro. Non ho un dogma fisso.

Che impressione ha di Lautaro? Può nascere titolare? (conferenza Conte)
Lautaro è un giocatore forte, che ha fatto l’anno scorso un anno di ambientamento importante e ha disputato una buona Copa America. Non vedo l’ora di conoscerlo e lavorarci.

Che tipo di carattere e gioco vuole fare avere all’Inter per tornare grande, forte, regolare e non così pazza? (conferenza Conte)

E’ giusto sottolineare i meriti di Spalletti in questi due anni. Luciano è arrivato all’Inter dopo anni in cui non si entrava in Champions, gli è stato chiesto di entrare in Champions e lo ha fatto. Lo ringrazio perché mi ha lasciato una buona base e grazie a lui, ai giocatori ed al club giochiamo in Champions. L’obiettivo è cercare più stabilità. L’Inter si è qualificata negli ultimi due anni all’ultima partita con grande pathos. Noi dobbiamo alzare l’asticella guardando solo chi c’è davanti e non chi sta dietro. Con il gioco dobbiamo trasmettere emozioni ai nostri tifosi. Lavoreremo molto dal punto di vista tattico per dare un’identità all’Inter. La gente deve essere orgogliosa al di là del risultato.

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Per quanto riguarda Perisic, avete già parlato con lui per fargli fare un ruolo di sacrificio alla Eto’o del Triplete? Può essere una chiave di svolta? (conferenza Conte)

Eto’o era un attaccante e non penso che sia molto giusto il paragone. E’ giusto nel senso che Eto’o era entrato nel pensiero del sacrificare l’io per pensare al noi. Io cerco disponibilità e calciatori che pensano con il noi. Se qualcuno non dovesse essere su questa lunghezza d’onda, si faranno altre scelte.

Tra i leitmotiv di questa stagione ci sarà questa tempesta emozionale di Conte storica icona bianconera che sfida la Juve con l’ambizione di diventare l’antijuve. Che ambiente ti aspetti a Torino? (conferenza Conte)

Sicuramente sarà una partita importantissima perché andremo a sfidare i detentori del titolo da 8 anni. Se vuoi essere ambizioso devi valutare anche le altre 36 però. Emotivamente per me ci sarà emozione fino al fischio d’inizio. Poi so benissimo di essere un avversario e che la Juventus sarà una nostra avversaria per tutto il campionato. Dovremo essere pronti per combattere e prevalere.

Cosa le ha dato più soddisfazione del suo periodo nerazzurro e su cosa bisogna ancora lavorare? (conferenza Marotta)

Mi sono unito al management di grande livello in punta di piedi cercando di capire le migliorie da portare. Il mio compito è quello di condividere ed alzare l’asticella, poi portare dentro tutte quelle qualità umane di stimolo e motivazione. Oggi è molto importante dare una mentalità vincente non sono alla componenti tecniche. Con il collega Alessandro abbiamo tutt’ora il compito di scegliere gli uomini per un progetto vincente. Sono molto soddisfatto e fiducioso per il futuro.

Nel 2014, a Coverciano fece una lezione tattica ai giornalisti per raccontare il suo calcio. Vuole farlo anche all’Inter? ( conferenza Conte)

Sono situazioni diverse. Con la nazionale hai più tempo a disposizione: vuoi coinvolgere tutti e far capire che cammino vuoi fare. Ho trovato persone molto competenti ed ho dovuto smettere perché un cuoco non spiega mai la sua ricetta, ma ti porta solo nella tua cucina. Con l’Inter, parlando di club è diverso.

Al secondo anno alla Juve ha chiamato Conte ed ha vinto, al secondo anno all’Inter ha chiamato Conte. Che succede a fine anno? (conferenza Marotta)
Non è proprio il secondo anno, spero  che il risultato sia lo stesso

Ha firmato fino al 2021, che obiettivo ti sei dato entro quella data? (conferenza Conte)
Mettere le basi per tornare ad essere competitivi come era l’Inter un bel po’ di tempo fa. Abbiamo l’obiettivo di lavorare tanto e lasciare un’eredità importante a chi verrà.

Se a fine mercato dovesse rimanere all’Inter, come si gestisce Icardi? (conferenza Marotta)
Ci si ritroverebbe a fine mercato e se ne riparlerà in modo molto più dettagliato. Ora siamo ottimisti e la vediamo in maniera diversa da te.

Vedi delle analogie con la Juventus che arrivava da due settimi posti ed era in una situazione embrionale? Che obiettivo ti poni per la Champions League di quest’anno? (conferenza Conte)

Penso non sia giusto fare paragoni con il passato, Juventus o Chelsea. Sono situazioni diverse. Domani inizieremo a lavorare e partiamo da una buona base di una squadra che si è qualificata per due volte per la Champions da quarta in classifica. Per la Champions League, come ogni competizione, dovremmo cercare di dare il massimo partendo con l’obiettivo nella nostra mente che nulla è impossibile anche se ci sono difficoltà enormi. Per fare qualcosa di straordinario hai bisogno di buoni giocatori ed uomini straordinari.

La strategia su Dzeko? (conferenza Marotta)

Non nascondo che è un’obbiettivo, ma tutto deve essere valutato nella congruità della trattativa e nelle difficoltà. Ci muoviamo con grande raziocino. Siamo nella fase interlocutoria. Se il giocatore ha dimostrato di voler lasciare la squadra, dobbiamo comunque agire nel rispetto della Roma.

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Rispetto alle altre squadre allenate in passato, le sembra più difficile vincere al primo colpo? (conferenza Conte)

Alla Gazzetta Dello Sport ho detto che devo avere la percezione anche solo dell’1% di possibilità di poter vincere. Hai anche il 99% di possibilità di poter perdere, ma a me piace lavorare su quell’1%. Oggi c’è una squadra che da otto anni a questa parte sta facendo un campionato a parte e ribadisco anche il Napoli negli anni si è assestato e collaudato. Noi dobbiamo essere bravi a costruire qualcosa , senza chiedere troppo tempo. Chi ha tempo, non aspetti tempo. Qua nessuno ha la bacchetta magica. Quello che posso portare e dire: dobbiamo lavorare meglio degli altri per colmare il gap. Non deve essere un alibi e non deve farci diventare arrendevoli. Nella Juventus dopo due settimi posti vincemmo il campionato, con Milan, Napoli e Inter più avanti di noi. Con il Chelsea arrivai dopo un decimo posto e l’anno dopo abbiamo vinto il campionato. Con la nazionale abbiamo fatto un bellissimo percorso. Per far diventare l’impossibile possibile bisogna lavorare su mentalità e in campo.

In settimana hanno parlato sia Petrachi che Giulini di Barella, c’è la volontà di fare l’affondo? (conferenza Marotta)

Rispetto quello che hanno detto, anche se non sono totalmente d’accordo. Il venditore può fare il suo prezzo, ma l’acquirente deve anche lui valutare equità e valore del giocatore. Sta all’acquirente stabilire l’equità della trattativa.

Che emozione hai provato a vedere la sala dei trofei? Quanto Conte può coprire il gap con le prime? (conferenza Conte)

Non ho la presunzione di portare dieci punti in più alla mai squadra. Lavoriamo con un “noi” e tutti insieme possiamo ottenere 15,20 punti in più rispetto agli anni precedenti. Io dovrò indicare la strada ed essere attento che la possano seguire tutti. La strada per il successo è fatta di fatica, lavoro, passione, sudore. I giocatori dovranno seguire questa squadra se abbiamo l’ambizione di essere o pensare da vincenti, se qualcuno non abbia lo scopo nella sua testa di perseguire la vittoria è giusto che in maniera onesta si faccia da parte. Questa è una bellissima avventura e sono molto emozionato perché riprendo dopo un anno di inattività in una situazione nuova in un club di cui storia e trofei ti fanno capire l’importanza in tutto il mondo, ma i trofei devono essere un incentivo in più per tornare dove si era tempo fa.

Ci spiega bene perché Nainggolan ed icardi non rientrano nel progetto? E’ possibile Icardi alla Juventus? (Marotta)

La società ha deciso con la condivisione di tutte le componenti. E’ una decisione sofferta, ma dobbiamo rispettare gli uomini e consideriamo i giocatori come patrimonio. Le scelte vanno fatte con coraggio delle proprie azioni e va sottolineato. Il fatto di dichiararlo ufficialmente purtroppo fa parte di questo mondo. Si alleneranno con noi e non vogliamo mancare di rispetto. Ad oggi escludo la pista Juventus: bisogna trovare una società che soddisfi la volontà del giocatore, superiore a quella della società

Marotta ti ha definito un top player, senti la responsabilità e come la ripagherai? (Conte)

Penso che i top player devono stare in campo. L’inter ha una buona base per costruire qualcosa di importante. Dovrò dare qualcosa d’importante e mi sento addosso una grande responsabilità nei confronti dei tifosi e delle persone che mi ha scelto. Sono pronto a prendere le responsabilità ed a dividerle con i giocatori. Ora è il periodo delle chiacchiere. A me piacere ricordare il motto “testa bassa e pedalare”. Bisogna essere bravi, feroci e concentrati sull’obiettivo di dare stabilità per fare una stagione da protagonisti. Bisogna parlare poco e lavorare tanto. Dobbiamo avere l’obbligo e la voglia di uscire ogni domenica con la maglia sudata.

Ci spieghi perché hai scelto l’Inter? L’Inter può competere sin da subito ad alti livelli? (conferenza Conte)

E’ stato semplice perché ci siamo trovati ad avere alla stessa visione quando ho parlato prima con direttore e poi con il presidente. Abbiamo la stessa ambizione e voglia di costruire ben sapendo di passare per un percorso fatto di lavoro, fatica e sudore. La presenza di Marotta è stato un incentivo in più perché ci conosciamo bene a vicenda. L’Inter è una società tra le più grandi al mondo e con grandi tradizione. Io sono una persona che non si pone limite e non voglio che altri se li pongono ad inizio stagione: non voglio alibi nell’ambiente. Negli ultimi anni si è creato un gap enorme nei confronti della Juventus, soprattutto, e Napoli. Dobbiamo lavorare tanto, ma dobbiamo partire con l’ambizione di dare tutto quello che si ha.

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Negli ultimi mesi hai temuto di perdere Conte? Quando è nata l’idea? Per il discorso dei valori, con Icardi e Nainggolan fuori dal progetto, Lukaku è il primo obiettivo? ( conferenza Marotta)

L’idea è nata perché pensavamo che serviva una figura come la sua in questo momento storico dell’Inter perché ha questo profilo vincente e dopo un approccio formale abbiamo dato seguito alle ritualità a fine campionato, senza sentire altri allenatori. Per il mercato ringrazio Ausilio perché è veramente bravo: stiamo collaborando per una società competitiva. Dobbiamo porci degli obiettivi ambiziosi, ma anche mixare con i paletti economici. Ancora siamo in una fase di cantiere: spesso la fretta è cattiva consigliera. Dobbiamo avere pazienza perché gli obiettivi che vogliamo raggiungere sono importanti

Saluti di rito e di benvenuto. Marotta ci tiene subito a rimarcare il risultato importante di essere usciti dal settlement agreement e ringrazia la società che ha dimostrato di amare il club. Sottolinea che per Zhang, Ausilio, Antonello e lui ci stanno due diritti: scegliere gli uomini e scegliere i valori giusti. Per valori si riferisce alla cultura del lavoro, alla cultura della vittoria ed il senso di appartenenza che ti fa amare i colori. Per uomini si riferisce al credere in Conte perché la figura dell’allenatore,supportata dalla società, ha una valenza molto forte e lui ha avuto buoni risultati in diverse forme e diversi paesi.

Conte, ora tocca a te. L’anno scorso l’Inter con Spalletti il leitmotiv era “a rivedere le stelle“, riprendendo la campagna abbonamenti che citava Dante. Ora, si è fatto un passo oltre: Zhang ha scelto per la panchina un profilo di caratura mondiale. Ha spremuto ed ottenuto molto da Spalletti che ha tra i grandi meriti la doppia qualificazione in Champions e l’aver cercato di restituire un senso di appartenenza a giocatori e tifosi alla famiglia nerazzurra. Proprio questa componente, maturata nell’ultimo biennio ed unita alla figura di Conte, sta portando molti giocatori a scegliere la causa nerazzurra e spingere anche con il proprio club per chiedere la cessione (vedi Dzeko e Barella).

Probabilmente, quindi, sta iniziando una nuova era con un grande allenatore che condivide “la stessa ambizione, coraggio, fame e determinazione” del club come valori fondanti della sua disciplina. come dice il video di presentazione realizzato dallo staff social dell’Inter. Ma, citando lo stesso post, l’Inter “non è un club per tutti” e i tifosi nerazzurri, fin dall’inizio, hanno mostrato la loro diffidenza verso un uomo che ha un passato sia da giocatore che da allenatore nella Juventus. Sarà curioso sapere quali saranno le parole chiave della conferenza Conte

“Sono semplicemente professionisti”: la frase che si dice sempre in questi casi. Questa volta però non può bastare: Conte non potrà puntare sull’attaccamento alla maglia, punto chiave di Spalletti, perché non sarebbe credibile. L’ex Chelsea dovrà far gioco forza sui risultati e sul tenere alla causa: riportare l’Inter tra le grandi, a competere con la Juventus ed a riacquistare spessore in Europa. Conte dovrà vincere e convincere, come ha mostrato di saper fare ovunque è andato. Proprio per questo sarà molto interessante la conferenza Conte.

Ma come giocherà? Quali saranno i colpi che chiederà alla società? Cosa lo ha spinto ad accettare l’Inter?
Oggi alle 15.30 la conferenza Conte e Marotta nel nuovo Inter HQ a Milano sarà imperdibile per tutti i curiosi ed i tifosi in trepida attesa per l’inizio della nuova stagione (vedi apertura lista prenotazione abbonamenti stagione 2020/2021)

Dove vederla? I modi per farlo sono veramente tanti: partendo da SkySport24 (o il sito internet in streaming), passando per il sito della GazzettadelloSport ed arrivando a tutti i canali social dell’Inter. Ovviamente, anche noi vi riporteremo in diretta testuale la conferenza Conte.

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