F1 Gp Francia, le pagelle: fa tutto Verstappen, disastro rosso

Pubblicato il autore: Alessandro Vescini Segui

f1 gp francia
Dopo il Gp di Baku, la F1 torna in pista a Paul Ricard, in Francia. A vincere è Max Verstappen che permette alla Red Bull di completare la tripletta. Dall’era hybrid infatti, nessuna scuderia oltre alla Mercedes aveva vinto tre gare consecutive. Secondo il rivale nel mondiale, Lewis Hamilton, che vede ora il distacco dall’olandese in classifica allungarsi a 12 lunghezze. Chiude il podio Sergio Perez. Malissimo le Ferrari, con Carlos Sainz che chiude undicesimo e Charles Leclerc sedicesimo. Vediamo nel dettaglio le pagelle.

Red Bull 10

In un circuito dove favorita era la Mercedes si prende tutto. Già da venerdì le frecce d’argento erano più veloci di circa un quarto di secondo rispetto alle monoposto austriache. Vantaggio che sabato è stato polverizzato dalla super pole di Verstappen. In gara poi, la gestione di entrambi i piloti è stata eccellente. Dopo aver perso la prima posizione con Max, subito pronto l’undercut per riportarsi in vetta. Poi la giusta lucidità nel valutare la tenuta delle gomme dure e optare per una strategia a 2 soste, con la quale l’olandese si sarebbe ritrovato a inseguire Hamilton con una mescola fresca e più performante. Lo stesso copione visto in Spagna in pratica, ma a parti invertite. La gestione di Perez è stata da vero secondo pilota. Fatto rientrare ai box nel momento giusto per aiutare il compagno a vincere e poi puntare ad arrivare davanti a Bottas in ottica costruttori. Doppio risultato ottenuto e +37 sulla Mercedes. Verstappen 9, una sbavatura iniziale alla partenza sembrava avergli compromesso la gara. Ma la pazienza è la virtù dei forti e Max, dopo il gp di Francia, ha dimostrato di aver aggiunto anche questa qualità nel suo bagaglio di pilota di F1. Nel recuperare il distacco da Lewis non si è fatto prendere la foga dei giri che passavano e al penultimo giro si è ripreso ciò che gli spettava. I 12 punti di vantaggio in classifica cominciano a pesare. Perez 8, dopo l’exploit di Baku è tornato il miglior secondo pilota possibile per Max. Il sorpasso nel finale su Bottas aggiunge ancora più pepe alla sfida tra i due team. Per vincere i due titoli, piloti e costruttori, sarà determinante l’apporto delle seconde guide.

Mercedes 5

Dopo le difficoltà nei circuiti cittadini di F1, il gp di Francia doveva rappresentare il weekend del riscatto. Ma invece che guadagnare punti li hanno persi. Strategia uguale per entrambi i piloti e un unico monito: “Keep pushing”. Quello che gli ingegneri non hanno calcolato però è il degrado delle gomme che ha penalizzato la gara di entrambi i piloti. Poco reattivi inoltre, nel momento decisivo della gara, ovvero la seconda sosta di Verstappen. E la situazione prossima non è delle migliori. I prossimi due weekend si correrà al Red Bull Ring in Austria, circuito dove la scuderia di casa raramente non vince. Hamilton 7, rapace nel sfruttare il minimo errore del rivale olandese. Dopo si pensava iniziasse la solita gara di gestione di Lewis, e tutto si stava dirigendo in quel verso. Nei primi dieci giri infatti, il britannico si è “lamentato” a suo modo della condizione delle gomme per ben tre volte. Ma per sfortuna sua, la strategia in questo Gran Premio è stata determinante. Hamilton ha contenuto finché poteva Max, ma la vittoria giro dopo giro diventava sempre di più un miraggio. Lewis ha ormai capito che per vincere l’ottavo mondiale non basterà fare come negli anni passati, ma il leone deve tornare a ruggire. Bottas 6, un ottimo weekend per il finlandese, tra i favoriti anche per la pole sabato. Per tre quarti di gara poi è stato sempre vicino a Max e Lewis ma, anche per lui, la strategia gli ha condizionato la gara. Anche se ormai le speranze di vederlo correre in Mercedes il prossimo anno rasentano lo zero, il carattere tirato fuori negli ultimi giri lamentandosi con il muretto per le scelte prese è un segnale positivo. Forse sarebbe servito un po’ prima?

Ferrari 4

I gp di Montecarlo e Baku ci avevano fatto sognare, ma in Francia la Rossa è tornata al suo livello attuale in F1. E nulla da dire su questo, nessuno si aspettava di tornare a essere competitivi subito dopo il disastroso 2020, ma le ultime tre gare possono essere riassunte con una sola parola: amarezza. Nei circuiti cittadini per non essere riusciti a sfruttare l’occasione di vedere una McLaren in evidente difficoltà e in Francia, dopo le qualifiche, per il risultato finale. Nessuna vettura a punti e la scuderia britannica ringrazia. Binotto è stato chiaro affermando che d’ora in poi il focus sarà già proiettato sulla monoposto del 2022, ma tra terzo e quarto posto costruttori ballano un bel po’ di milioni. Leclerc 4, irriconoscibile per tutto il weekend. Con il suo set up incentrato sulla qualifica ci si aspettava un risultato decente. La settima posizione invece, già faceva presagire a una gara in enorme difficoltà. Tutto si poteva immaginare, tranne che il monegasco concludesse la gara in sedicesima posizione. Non ci si ricorda di sorpassi effettuati da Charles, ma vengono subito in mente le vetture rivali sfrecciargli affianco. Sainz 4, la qualifica era stata ottima. Quinto posto e battuto il compagno di squadra. In gara poi, come Leclerc, inesistente. L’undicesima posizione è la beffa finale. In casa Ferrari dovranno scervellarsi per capire dove sia stato l’errore. Ok che il passo gara non è uno dei punti di forza della scuderia di Maranello, ma in questo Gran Premio non c’è proprio stato.

McLaren 7

Come la Mercedes, avendo faticato nei due gp di F1, la Francia rappresentava il riscatto. Dopo un venerdì da dimenticare, è bastato un cambio di set up per migliorare il weekend. Gara gestita alla grande, soprattutto per quanto riguarda le strategie. E trovarsi a +16 sulla Ferrari rimette la scuderia sulla strada giusta, sempre diretti verso il 2022. Norris 8, una gara dove arrivare davanti alle rosse era obbligatorio. Dopo una brutta partenza, nella quale ha rischiato pure il contatto con Ricciardo, inizia un lento recupero che, aiutato anche dalla strategia di rimanere più fuori di tutti con le gomme medie, lo porta fino in quinta posizione. Gp dei normali vinto da Lando. Ricciardo 7, segnali positivi dall’australiano che sta prendendo sempre più confidenza con la monoposto. Il sesto posto finale è un’iniezione di fiducia in vista del proseguo della stagione.

Aston Martin 8

Presentarsi sulla griglia di partenza con una condizione come la loro non era facile. Alla fine però, entrambe le vetture a punti. Ê da notare anche il fatto che in questo gp di Francia di F1, non ci sono stati ritiri. La strategia ha fatto la differenza. Con la possibilità di scegliere le mescole con cui partire, optare per le gomme dure in partenza si è rivelata la scelta migliore. L’ultima parte di gara infatti, le gomme medie si sono dimostrate più veloci di ben due secondi rispetto all’altra mescola. Questo ha permesso ai due piloti in tuta verde di rimontare fino alla zona punti. Vettel 8, dopo il podio sembra essere rinato. Quest’anno è il “pilota delle hard”. Parte sempre con quelle addosso e le tiene il più possibile. Questo gli permette di recuperare posizioni che poi, dopo la sosta, riesce a gestire grazie all’esperienza nel guidato. Stroll 8, sfortunato nelle qualifiche dove si è visto, prima annullare il tempo sul giro veloce e poi non riuscire a terminare il secondo tentativo per colpa dell’incidente di Schumacher. Ma nonostante tutto questo, un’ottima partenza e la pazienza di aspettare gli hanno permesso di concludere la gara al decimo posto, impensabile sabato sera.

Alpine 7

Al gp di Francia, la scuderia di casa ha portato tanti aggiornamenti areodinamici per continuare il trend positivo in questa F1 2021. Un nuovo assetto sia dell’ala anteriore che posteriore e una nuova forma alle chiatte, hanno permesso alle monoposto di “manipolare” l’attrito dell’aria nei rettilinei. Risultato? Ancora una volta una vettura a punti. Alonso 7, in mezzo alle due Ferrari e McLaren di certo era la pecora nera. Ma Fernando si è comportato bene riuscendo a guadagnare una posizione rispetto alla partenza. Anche per lui la strategia ha giovato. Ocon 6, finalmente il tanto agognato rinnovo è arrivato. Per lui, pilota francese in una scuderia francese, prolungamento di tre anni del contratto. Una gara mediocre in fin dei conti nel Gran Premio di casa, ma la notizia della riconferma gli vale la sufficienza.

Alpha Tauri 7

Dopo la consacrazione al gp di Baku, la scuderia di Faenza si è confermata in Francia. Gara dopo gara si dimostra sempre un osso duro per le altre squadre che si battagliano per quel che rimane dopo che Mercedes e Red Bull hanno preso le posizioni davanti. Gasly 8, un set up tutto incentrato sulla qualifica gli ha garantito la sesta posizione, ma in gara i problemi di bilanciamento si sono fatti subito notare. Nonostante questo Pierre ha ben figurato mettendosi dietro solamente le sue McLaren. Tsunoda 5, altra pista che non conosceva e altro weekend in netta difficoltà. In Q1 va a muro per un bloccaggio e si ritrova costretto a partire dal fondo della griglia in gara. La domenica non fa nulla di straordinario e la tredicesima posizione è il contentino. Sembra che la cresta la alzi solo quando conosce bene le caratteristiche del tracciato. Sicuramente c’è tanto ancora da imparare.

Alfa Romeo 6

Le prove libere promettevano bene in ottica zona punti, ma il risultato finale non è stato quello sperato. In una gara senza ritiri, una strategia conservativa serve a ben poco. Osando un po’ di più il decimo posto era alla portata, soprattutto dopo aver visto la prestazione di Stroll. Raikkonen 5“For me, it’s more just like an hobby”. Queste sono le parole celebri pronunciate dal finlandese riguardo il suo futuro in F1, ma dopo il gp di Francia, arriva un’altra prestazione in ombra. A questo punto non so quanto convenga alla scuderia svizzera puntare ancora su di lui invece che su un giovane talento. Giovinazzi 6, gara ben preparata e ben gestita. Come sempre, quando non arriva in zona punti ci va molto vicino. Se continua così questo 2021, la riconferma sarà solo una formalità.

Williams 7

Non si vedono i miglioramenti a occhio nudo, ma qualche piccolo segnale arriva. Per il 2022 diventa cruciale a questo punto la scelta della coppia di piloti. Puntare su due rookie, su due esperti o un mix? Hulkenberg attende alla finestra. Russell 9, magistrale. Per molti un dodicesimo posto è un risultato amaro, ma per George, vista l’auto con cui gareggia, è una mezza impresa. Soprattutto se, in una gara senza ritiri, ti metti dietro piloti dal calibro di Tsunoda con l’Alpha Tauri, Ocon con l’Alpine e Leclerc con la Ferrari. Anche se da dietro le quinte, il britannico sta dimostrando ancora una volta il suo talento. La Mercedes lo aspetta a braccia aperte. Già a Silverstone ci sarà l’ufficialità? Latifi 5, con un compagno di squadra del genere, fare il compitino arrivando davanti alle Haas non basta più.

Haas 6

Non c’è molto da dire sul gp di Francia, ma in generale su questa stagione di F1 della squadra americana. L’unico appunto lo vorrei fare sulla serenità che si respira nell’ambiente. Anche se sappiamo che Ghünter Steiner non è un angioletto nel rapportarsi con i colleghi, anche nelle comunicazioni radio con i piloti traspira tranquillità. Tutti rivolti verso un unico obiettivo: raccogliere dati sufficienti per il prossimo anno. Schumacher 5, una mossa “alla Leclerc” per assicurarsi la sua prima Q2 in carriera non gli è bastata. In gara è sembrato troppo arrendevole, lontano dal combattivo Mick che eravamo abituati a vedere nelle prime uscite. Mazepin 6, la sufficienza se l’è pienamente meritata dopo aver fatto una gara “corretta” (abbiamo chiuso un occhio durante il suo sorpasso iniziale sul compagno di scuderia).

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