Il Chievo di Ventura non ingrana, ko anche contro il Sassuolo

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui
VERONA, ITALY - OCTOBER 01: Lucas Castroof AC Chievo Verona celebrates after scoring his team's first goal during the Serie A match between AC Chievo Verona and ACF Fiorentina at Stadio Marc'Antonio Bentegodi on October 1, 2017 in Verona, Italy. (Photo by Dino Panato/Getty Images)

Foto professionale Getty Images© selezionata da SuperNews

Terza partita e terza sconfitta per lo sfortunato Giampiero Ventura sulla panchina del Chievo. La situazione di classifica della squadra veronese non migliora affatto sotto la cura dell’ex ct della Nazionale, visto il segno meno che ancora pende come un macigno sulla testa dei clivensi. Avrebbe poco senso scagliarsi già adesso contro il tecnico ligure, ma ci sarà bisogno di un’inversione di rotta radicale e di alcune situazioni favorevoli in più per continuare a cullare il sogno salvezza e permettere al Chievo di rappresentare ancora il miracolo sportivo che ha suscitato tante simpatie dal 2001 ad oggi.

Nel post partita, Ventura ha mostrato tutta la sua volontà e il suo impegno per cercare di porre rimedio ad una situazione di classifica fortemente deficitaria e ad un ambiente che nutre poche speranze nei propri giocatori quando siamo solo a novembre. Qualcuno dirà che Ventura, per il ruolo che ricopre, deve per forza di cose dare l’impressione di avere ancora tante frecce al suo arco per evitare di essere bollato come un allenatore ormai allo sbando e prossimo alla pensione. Per aiutare psicologicamente tutti coloro che lo circondano e, forse, anche per dare una spinta emotiva a se stesso, Ventura ha ricordato il Crotone di due stagioni fa quando, malgrado il largo margine che lo separava dall’Empoli quartultimo, si è salvato miracolosamente all’ultimo minuto grazie anche al lavoro di Davide Nicola. Il navigato allenatore dei Mussi Volanti vorrebbe ripetere la stessa impresa della squadra calabrese, togliendo il Chievo dal baratro della B e, magari, sognando di essere portato in trionfo dai suoi giocatori.

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Restando alla conferenza odierna nel dopogara, Ventura è sicuro di aver visto un Chievo diverso rispetto alle due sconfitte maturate in precedenza, capace di creare diverse occasioni da gol nel corso dei 90 minuti, senza mai soffrire veramente il Sassuolo di De Zerbi: “Comincio subito a dire che sono contento. Capisco che possa passare anche per demente visto che abbiamo perso la terza partita consecutiva della mia gestione, ma devo guardare necessariamente oltre al risultato e allora dico che sono soddisfatto della prestazione. Non abbiamo mai sofferto e la rete del Sassuolo nella prima frazione è stata casuale. Nella ripresa abbiamo alzato l’intensità e l’aggressività, almeno per 70 minuti la squadra ha giocato alla pari con un Sassuolo che nel corso dell’estate ha fatto investimenti importanti”.

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Un’attenuante che si può dare a Ventura riguarda le importanti defezioni presenti nella difesa clivense. L’assenza di titolari d’esperienza come Cacciatore e Tomovic si è fatta sentire, anche se, a dire il vero, il più del lavoro è stato chiesto ai centrali difensivi neroverdi di De Zerbi con Marlon, Magnani e Ferrari tra i migliori in campo. Il tentativo di Ventura di buttare nella mischia tanti giovani poco più che ventenni per nascondere la coperta corta del Chievo non è bastato a dare quella sfrontatezza necessaria per avere la meglio sull’avversario.
Lo stesso Giaccherini, spesso uomo in più insieme a Birsa in un Chievo altrimenti povero tecnicamente, ha fornito una prestazione di grande impegno, cercando di trascinare la squadra al pareggio con i suoi cross puntuali. Il periodo negativo che sta vivendo il club di Campedelli, anche sotto il profilo della sfortuna, si vede proprio dall’autogol del Giak che ha sancito l’ennesima resa di un Chievo irriconoscibile rispetto al cinismo e alla fame da provinciale mostrati in altri frangenti.
In un calcio frenetico come quello di oggi, è giusto dare a Ventura il tempo necessario per conoscere meglio gli uomini a sua disposizione e tornare a mostrare il bel gioco che ha sempre contraddistinto le squadre dell’allenatore genovese. Anche se prematuro, sarà importante vedere gli interventi sull’organico del Chievo durante la finestra di gennaio.
Se si parlerà di fallimento, per il settantenne Ventura il rischio è quello di scrivere definitivamente la parola fine sulla sua decennale carriera nel peggior modo possibile.

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