Roma, Città Eterna: i momenti indimenticabili della storia giallorossa

Leggenda narra che il 21 aprile di 2773 anni fa Romolo fondò una città nel Lazio, dandole il nome "Roma": ebbe inizio una grande Storia, lunga e prosperosa. Qualche annetto più tardi, nel 1927,  venne fondata anche "un'altra Roma", quella squadra con la maglia giallorossa che ha fatto innamorare milioni di tifosi. Ed allora, ripercorriamo gli eventi più simbolici del club capitolino.

Club che, appunto, nasce nel '27 dalla fusione di tre società romane, e fin da subito si piazza ai piani alti nella classifica del campionato italiano. Addirittura, nel '41 arriva il primo Scudetto, all'epoca del grande bomber Amedeo Amadei (il più giovane esordiente in Serie A a 15 anni e 208 giorni, eguagliato recentemente dal genoano Pietro Pellegri). Dieci anni più tardi, dopo questo grande trionfo, arrivò anche un momento amaro: la retrocessione in Serie B, dove i giallorossi rimasero per una sola stagione. Gipo Viani, infatti, li portò fuori dall'inferno, e gli anni Cinquanta furono un avvicendarsi di anni discreti e mediocri a livello di risultati.

Nel '61, poi, il primo trofeo internazionale: la squadra allenata dall'argentino Carniglia sconfigge il Birmingham in finale e si aggiudica l'ormai inesistente Coppa delle Fiere. Era la Roma di Angelillo e Manfredini, una squadra che di lì a pochi anni si toglierà anche qualche gustosa soddisfazione (in particolare, due coppe Italia negli anni '60), ma anche con alle spalle una società molto fragile. Negli anni Sessanta furono diverse le crisi finanziare affrontate dalla dirigenza capitolina, addirittura con stipendi non pagati ai giocatori, fino alla presidenza di Evangelisti, che riuscì a ripianare le casse.

A questo punto, due decenni contrapposti: se i Settanta furono anni "amari", quasi privi di ogni tipo di soddisfazione, gli Ottanta furono il periodo forse di massimo fulgore raggiunto dalla squadra giallorossa. Su tutti, sono fondamentali due figure, quelle del neo-presidente Dino Viola e dell'allenatore a cui egli affida la guida tecnica della squadra, Nils Liedholm. La Magica, tra l'80 e l'86 vince tantissimo e sfiora anche il trionfo europeo: il tecnico svedese porta subito due coppe Italia, entrambe le volte incontrando in finale il Torino e sconfiggendolo ai rigori, poi uno scudetto e, a stretto giro di posta, la rimpianta finale di Coppa dei Campioni giocata in casa col Liverpool e persa ai rigori. Quella è, senza dubbio, la Roma più bella: piena zeppa di campioni, su tutti spiccano le figure di Falcao, Bruno Conti e del bomber Pruzzo. Proprio questi ultimi due confezionarono il gol del pareggio nella finale di Coppa dei Campioni, mandando in delirio i 70.000 tifosi sugli spalti. Bruce Groobelaar, con le sue parate ed i suoi balletti, regalò la vittoria dal dischetto ai Reds, ma ai romanisti resterà un indelebile ricordo di quella magica cavalcata.

Il 28 marzo 1993, poi, è una data storica: la Roma vince 2-0 a Brescia, ma soprattutto Boskov concede ad un ragazzino romano di fare il suo esordio in campo. Questo ragazzino si chiama Francesco Totti, e da quel momento inizierà la sua incredibile storia d'amore con la squadra giallorossa: una storia che durerà per 25 anni, con inevitabili alti e bassi, ma soprattutto con quell'indimenticabile scudetto vinto nel 2001 al fianco di Batistuta, Balbo e Montella. Durante la sua epopea, il Capitano vincerà anche due volte la Coppa Italia, arrivando anche spesso in finale e raggiungendo quasi sempre la qualificazione in Champions League (addirittura ben sei secondi posti solo negli anni 2000), oltre ad infrangere numerosi record. Uno degli ultimi, il record per il gol più "anziano" in Champions League, realizzato in casa del Manchester City nel 2014 a 38 anni.

Il suo addio nel 2017 segna la fine di un'era, anche se l'anno successivo la Roma si rende protagonista di una splendida campagna europea, con l'indimenticabile rimonta ai danni del Barcellona e la dignitosa sconfitta solo  contro il Liverpool in semifinale. Nel frattempo, sono arrivati gli addii di De Rossi e Florenzi, gli ultimi capitani romani e romanisti: ma la Roma resta, ed anche se ormai un trofeo manca da più di 10 anni e la dirigenza della squadra è affidata all'americano Pallotta (non certo amatissimo), la fede incrollabile dei tifosi di certo non cesserà di esistere. Perchè, per citare le parole di Venditti, "Tu sei nata grande, e grande hai da restà!"