Stramaccioni: "Con la Juve un'apoteosi, poi si è rotto qualcosa"

Stramaccioni: "Juventus-Inter la vittoria dell'interismo"
Andrea Stramaccioni torna a parlare e lo fa dopo la separazione traumatica consumatasi lo scorso dicembre con gli iraniani dell'Esteghlal e le voci che recentemente lo hanno accostato alla panchina della Nazionale iraniana. Ai microfoni di Sky Sport l'ex allenatore dell'Inter ha parlato della sua esperienza in nerazzurro, ricordando in modo particolare la vittoria per 3-1 contro la Juventus, il 3 novembre 2012, che fu anche la prima sconfitta dei bianconeri allo Stadium:
"Quella partita fu l'apoteosi della mia esperienza. Giocavamo contro una Juve priva di punti deboli, che praticava un calcio spettacolare.Fu una partita molto particolare, oggetto di incomprensioni anche con Marotta, col quale poi ho chiarito. Io ero ancora giovane, da formare. Mi ruppi anche la mano in quella partita, perché ero in linea coi tre difensori e loro avevano un uomo in fuorigioco di almeno tre metri. Poi ci fu l'espulsione mancata a Lichtsteiner che Conte tolse immediatamente perché è un allenatore esperto. Di sicuro quella gara mi ha fatto capire il valore degli uomini che ho allenato. Non è facile andare a Torino e giocare una partita così. Avevamo tre punte e confesso che ad un certo punto ho pensato 'qua ce ne fanno sei', poi è andata bene. E' stata un po' la vittoria dell'interismo".
Cosa è andato storto - Poi però la squadra di Stramaccioni subì un crollo improvviso che culminò nel nono posto finale in classifica: "Una serie di fattori ci ha bloccati: nella gara con l'Atalanta (persa 3-2), iniziammo con Samuel, Ranocchia e Juan Jesus in difesa e due di loro si fecero male. E' stata una sconfitta di misura, ma ci ha bloccati dopo una striscia di vittorie importanti. Gli infortuni ci hanno penalizzato, soprattutto quell di giocatori chiave: Samuel, Stankovic, Chivu, Milito e Zanetti. Non credo che Javier si fosse mai fatto male, è stato quasi un segno. Ci fu anche la cessione di Sneijder che ci costrinse a giocare col 3-4-3. Moratti poi aveva iniziato a pensare alla cessione. Cominciò a spiegarci che la società era in vendita e sicuramente questo causò un terremoto in una squadra che lo considerava quasi un papà. Come terzo fattore aggiungo sicuramente la mia inesperienza. Ci volevano spalle più larghe per gestire una situazione di quel tipo".
Stramaccioni ha comunque accumulato una discreta esperienza all'estero e si dice ora pronto a rimettersi in gioco in Serie A: "E' uno dei campionati più competitivi al mondo. Non voglio per forza una big, ma una squadra giovane che abbia un progetto per crescere".