Mazzarri, il cambio con Mihajlovic non è servito. Stagione grigia per il Torino

TURIN, ITALY - JANUARY 06: Torino FC head coach Walter Mazzari looks on during the serie A match between Torino FC and Bologna FC at Stadio Olimpico di Torino on January 6, 2018 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

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Mazzarri, nessuna magia in granata per il mago Walter. Come prima, o quasi. Il Torino incassa la terza sconfitta consecutiva e restano lontani otto punti dalla zona Europa League. 11 punti raccolti in 8 partite, frutto di 3 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte. Una media di 1,37 punti a match, contro gli 1,32 di Sinisa Mihajlovic. In due mesi alla guida del Torino il tecnico livornese non è riuscito a cambiare l'andamento lento granata. Mazzarri ha preferito non stravolgere nulla a livello tattico. Il suo amato 3-5-2 non si è ancora visto al Torino, ma si è continuato con il 4-3-3. L'ex allenatore di Napoli e Inter non è riuscito neanche a far uscire dal letargo Andrea Belotti. Il Gallo è il fantasma del giocatore ammirato nella passata stagione, quello che valeva 100 milioni di euro. Perdere con Roma e Juventus ci può stare, ma in mezzo c'è stata anche la sconcertante sconfitta con il Verona.

All'Olimpico i granata hanno giocato anche un buon primo tempo, fermati da un ottimo Alisson. Poi nella ripresa il gol, ingenuo, subito da Manolas ha fatto spegnere la luce in casa granata. Quasi naturale che siano arrivati poi le altre reti giallorosse di De Rossi e Pellegrini. Ora Mazzarri deve raccogliere le idee in vista del prossimo match di campionato. I granata ospiteranno la Fiorentina, lì sarà l'occasione del riscatto per il Torino. Restano undici giornate di campionato per dare un senso ad una stagione che si sta incanalando sempre più sui binari della mediocrità. Roba davvero non da Toro.

Mazzarri, anche lui sul banco degli imputati

Nulla è cambiato, anzi. Tra i tifosi del Torino comincia a serpeggiare un certo malumore verso una squadra che sembra essersi smarrita da tempo. Mihajlovic era stato esonerato senza grandi colpe. Anzi il tecnico serbo aveva la scusante di tanti infortuni eccellenti. Belotti e Ljaijc sono l'ombra dei giocatori ammirati nella passata stagione. Il mercato non ha dato quello che si aspettava. Niang è troppo discontinuo, così come Berenguer. Rincon non ha aggiunto nulla al valore della mediana granata. N'Koulou fa quello che può in difesa, ma è ancora troppo poco.

Mazzarri era stato chiamato da Urbano Cairo per dare una scossa e per valorizzare la rosa del Torino. Una missione fino ad ora fallita. Chiaramente il tecnico livornese non poteva fare miracoli. Ma è anche vero che da un tecnico del suo valore ci si aspettava qualcosa in più. Come detto restano undici partite per dare un senso a questa stagione, ma anche alla prossima. Cairo valuterà bene chi tra gli attuali petali della rosa granata meriterà la conferma per la prossima stagione. L'impressione è che la prossima estate si potrà assistere ad una vera e propria rivoluzione. Tutti sono sotto esame, nessuno escluso. Anche Mazzarri, che sperava sicuramente di fare un altro tipo di rientro nel campionato italiano. Il Torino deve al suo pubblico e alla sua storia ben altre prestazioni. Tre sconfitte consecutive sono troppe. Tutti quanti devono farsi un esame di coscienza e ripartire. Quanto meno per il rispetto che si deve alla maglia del Torino.