Il razzismo vale per tutti, non solo per Pjanic

Il razzismo in Italia, sta prendendo il sopravvento. Poche le persone, che cercano di combatterlo, alcuni con delle dichiarazioni non cercano di sottolineare il problema, come l'uscita a dir poco scandalosa del presidente del Coni, Malagò, che disse: "Le simulazioni in area di rigore, sono più gravi del razzismo". Qui, si è toccato il fondo. Forse il presidente era un po' stanco, annebbiato, ma fare una dichiarazione del genere, non è che fa stare tranquilli gli italiani. Anzi, si stimolano, i razzisti a comportarsi in modo incivile ed indegno.
Ieri, la curva del Brescia, ha subito un turno di squalifica, per i cori razzisti verso il centrocampista della Juventus, Miralem Pjanic, bosniaco. Ma nel mondo del calcio, subito, sono partite le polemiche. Sappiamo infatti, che nelle precedenti giornate di campionato, Lukaku a Cagliari, Dalbert a Parma durante Atalanta-Fiorentina, e i cori di discriminazione razziale verso i napoletani, il giudice sportivo non ha adottato nessuna presa di posizione. Perché? Pjanic, è diverso da Lukaku, o Dalbert? Dalbert, ricordiamo andò a segnalare i cori all'arbitro Orsato, che minacciò di sospendere la partita di domenica sera. O si puniscono tutti gli stadi, con tifoserie razziste, o niente. Il razzismo non ha differenze, ma la lotta è ancora lunga.

Leggi anche:  Intervista esclusiva a Reginaldo: "Per il Napoli non avrei scelto Allegri. Palestra 50 milioni? Se fosse Dumfries..."