La Serie A torna in chiaro con Juventus-Inter? Eppure anni fa era una consuetudine

Sono state (e saranno) settimane frenetiche nel nostro Paese: il Coronavirus è arrivato in Italia, diffondendo un clima di emergenza in tutti i settori. Il calcio resta (e tale deve rimanere) la più importante delle cose meno importanti della vita dei tifosi e di tutti gli amanti dello sport. Nella vita ci sono cose decisamente più importanti, come la salute. Il governo italiano, i vari ministri e i dirigenti della federazione calcistica hanno deciso di prendere rapidi e chiari provvedimenti per far fronte al grave problema che nell'ultima settimana si è imbattuto sul nostro Paese. In particolare, il calcio italiano si è fermato quasi del tutto: nell'ultimo turno di Serie A si sono disputate solo 6 partite su 10 in totale, ovvero i match di venerdì e sabato, e due sole partite della domenica. Le restanti partite sono state rinviate a data da destinarsi. Una decisione giusta e opportuna secondo la maggior parte delle persone (eccetto per pochi complottisti o sapientoni che hanno denunciato possibili vantaggi per alcune squadre e svantaggi per altre, manifestando dunque la propria frustrazione sui social al grido di: "Campionato falsato!").
La decisione presa dagli organi competenti, ha però portato alla luce diversi interrogativi sul futuro della Serie A e delle varie competizioni in cui sono coinvolte le squadre italiane. In questa fase finale della stagione il calendario è fitto di impegni per le squadre italiane, specie quelle che sono in lotta per le competizioni europee (Champions League ed Europa League) e per la Coppa Italia. Da qui nasce il primo problema: quando recuperare queste partite rinviate? A seguire arriva il secondo quesito: come continuare il campionato di Serie A per le prossime giornate? La decisione della Figc e della Lega Calcio insieme al governo è stata quella di far continuare il campionato, facendo disputare le partite a porte chiuse nelle città in cui il virus si è manifestato.
Il caso ha voluto che una delle prime partite a dover essere disputata a porte chiuse è la più importante della storia del campionato italiano: il derby d'Italia tra Juventus e Inter. Una sfida tra squadre da sempre rivali, che hanno fatto la storia del calcio italiano. Juventus e Inter in questa partita si giocheranno anche una fetta dello scudetto di quest'anno; entrambe le squadre però dovranno fare a meno del dodicesimo uomo in campo, il proprio pubblico. Juventus-Inter non sarà la stessa cosa senza l'apporto delle due tifoserie, lo spettacolo dell'Allianz Stadium sarà sicuramente meno "spettacolare".
E così è deciso: Juventus e Inter si affronteranno domenica 1 Marzo all'Allianz Stadium a porte chiuse. La partita di domenica sera è il grande big match della giornata di Serie A e, nella giornata odierna, ci si è mossi verso una decisione storica: rendere il match visibile in chiaro per tutti gli amanti dello sport. La decisione ufficiale non è stata ancora presa perché la questione è più complicata di quanto sembri. L'ipotesi di trasmettere la partita in chiaro è scaturita dopo alcune riflessioni sui possibili assembramenti di persone e tifosi di entrambe le squadre che andrebbero ad occupare in massa pub e bar delle varie città d'Italia per poter vedere il match in compagnia (vista l'impossibilità di assistere al match dal vivo). Per evitare in partenza alcuni possibili luoghi di contagio del virus, nella giornata odierna si è cominciato a parlare di questa ipotesi alla quale Sky sembra favorevole. La partita verrebbe trasmessa in chiaro sul canale del digitale terrestre appartenente al gruppo Sky, ovvero Tv8. Il via libera a questa soluzione deve provenire dal governo, a cui adesso passa la palla: ai termini di legge (legge Melandri), la partita non potrebbe essere trasmessa in chiaro su Tv8 in quanto Sky (insieme a DAZN) detiene i diritti sportivi delle partite di Serie A criptate, non ha i diritti in chiaro. Il governo dovrebbe quindi fare un'eccezione per concedere la possibilità di trasmette il match in chiaro.
Attendendo novità in merito a possibili decisioni del governo, pensiamo a come questa decisione potrebbe entrare nella storia del nostro sport. Un tempo, vedere le partite del campionato di Serie A in chiaro era una consuetudine. La prima partita della storia del calcio italiano trasmessa in chiaro sulla Rai (disponibile però solo nella città di Torino) fu un Juventus-Milan del 1950. Da lì in poi le partite di calcio cominciarono col tempo ad essere trasmesse regolarmente dalla Rai. Non vi fu alcun regolamento sulla trasmissione delle partite in tv fino agli anni 80, quando venne importato dall'ordinamento anglosassone l'istituto giuridico dei "diritti televisivi in vendita". Prima solo quelli in chiaro, poi anche i "diritti televisivi criptati". La Rai continuerà a trasmettere le partite della Serie A in chiaro fino agli anni 90, quando nacquero le prime pay-tv che acquisirono i diritti sportivi. Prima Telepiù, poi Stream TV. Dall'unione delle due piattaforme pay nacque Sky. L'ultima svolta arriva nel 2018 con la decisione della Lega Serie A di vendere i diritti per prodotto: 7 partite su 10 andranno in diretta su Sky, le restanti 3 su Dazn. A distanza di circa trent'anni la Serie A potrebbe tornare dunque in chiaro sulla tv, anche se per una singola eccezione.