Juventus-Inter 2-0: l'analisi del match e del clima surreale dello Stadium

Juventus-Inter 2-0: "Nel silenzio assordante dello Stadium, gli errori fanno un rumore tombale"
Un doppio ossimoro per riassumere non solo la partita tra Juventus e Inter, ma anche il clima surreale dell'Allianz Stadium. Quella che si prospettava essere la partita più importante dell'anno (o una delle più importanti) fino a poche settimane fa, ha perso quasi del tutto il proprio fascino e la propria importanza, così come l'intero mondo del calcio non ha più importanza dinnanzi alla grave emergenza che sta affrontando il Paese per l'epidemia del coronavirus.
Juventus-Inter 2-0: il silenzio assordante dello Stadium
Le partite disputate tra domenica e lunedì, per recuperare e completare la ventiseiesima giornata di Serie A, sono state giocate a porte chiuse, come da programma. L'unica soluzione trovata per fare in modo che il campionato potesse proseguire è stata quella di disputare le partite a porte chiuse, senza tifosi e senza giornalisti in tribuna stampa. Sugli spalti erano presenti soltanto i pochissimi membri dello staff delle rispettive squadre, qualche steward e i dirigenti. Un silenzio ed un clima surreale, quello respirato in campo e trasmesso nella sua interezza ai telespettatori. Ciò ha permesso al pubblico da casa di poter ascoltare i vari suoni del campo come mai era successo fino ad ora: le indicazioni degli allenatori, le lamentele dei calciatori in campo, di quelli in panchina e il dialogo con gli arbitri. Il suono del pallone calciato dai giocatori, tonalità diverse in base alla qualità del tocco. Il silenzio dello Stadium però è assordante, fa rumore perché spiazza e colpisce tutti. La Juventus giocava in casa, nel proprio stadio, ma senza i propri tifosi. Le voci e i suoni provenienti dagli spalti e da bordo campo hanno però evidenziato una superiorità bianconera anche su questo punto di vista, oltre che sul campo: si sente l'incitamento di panchina e dirigenza per i propri giocatori e compagni di squadra, le esultanze corali riempiono lo Stadium. L'immagine di Maurizio Sarri che, sul 2 a 0, si gira verso la panchina chiedendo il loro appoggio per caricare i compagni, è significativa sotto questo punto di vista.
Juventus-Inter 2-0: il rumore tombale degli errori (degli interisti)
Il clima dello stadio non deve oscurare una partita che comunque c'è stata ed aveva una certa importanza. Il derby d'Italia tra Juventus e Inter se lo è aggiudicato, meritatamente, la squadra di Sarri. Una squadra che si è dimostrata più matura rispetto a quella avversaria. All'andata a San Siro la Juventus si impose con un 2 a 1, disputando probabilmente la miglior partita della stagione, almeno finora. Il risultato al termine della gara di ritorno allo Stadium è ancora più netto e severo per l'Inter, nonostante i bianconeri non abbiano comunque giocato agli stessi livelli della gara del Meazza. Nella preannunciata "sfida scudetto" a fare la differenza sono state la personalità e il talento eccelso dei calciatori bianconeri, rispetto ai volenterosi calciatori dell'Inter.
I nerazzurri hanno interpretato bene la gara, riuscendo anche ad avere il pallino del gioco per gran parte della prima frazione del match. Handanovic tiene in piedi i nerazzurri e da fiducia ai compagni con due importanti parate e con diverse uscite dal basso palla al piede nel primo tempo. Brozovic è spesso libero di giocare e costruire azioni, seppur con un ritmo basso della partita. La Juventus sembra attendere il momento opportuno per far male, l'Inter costruisce ma non riesce ad impensierire granché la porta di Szczesny, se non con qualche rara conclusione da fuori area. L'inizio della seconda frazione di gioco lascia ben sperare i tifosi interisti da casa, che vedono la propria squadra tornare in campo con maggior determinazione. Entusiasmo, determinazione e gioco, tutto stroncato al 54', quando la Juventus passa in vantaggio con la rete di Ramsey: doppio, forse triplo, errore della difesa nerazzurra (Vecino, Skriniar, de Vrij) che non riesce a contenere l'inserimento di Matuidi sull'esterno, non riesce ad impedire il cross e non riesce a liberare l'area dopo il tocco in scivolata di Bastoni, così Ramsey beffa tutti insaccando in rete. Dopo il gol subito, l'Inter si spegne e non riesce a reagire. La Juventus prende in mano il pallino del gioco, velocizza la manovra e ritrova entusiasmo. Lukaku, bravo in qualche sponda nel primo tempo, nel secondo scompare insieme al compagno di reparto Lautaro. Brozovic si stanca e perde lucidità, Vecino resta in campo non riuscendo a far molto se non danni sparsi per tutto il campo. Anche Conte non è eluso da colpe: i cambi non incidono e non danno la scossa alla squadra. Eriksen sembra un pesce fuor d'acqua, inspiegabilmente troppo lezioso, impreciso e superficiale. Dybala al 67' chiude i conti con una giocata da campione: supera tutti i difensori nerazzurri (per ben due volte Young) come birilli prima di battere Handanovic con un esterno sinistro in stile calcio a 5. Il moto d'orgoglio per i nerazzurri arriva tardi e non è sufficiente per creare occasioni da gol, seppur Sanchez al proprio ingresso cerca di dare vivacità ad un reparto che aveva perso fisicità con l'uscita di Lukaku. Al fischio finale la Juventus esplode di gioia e festeggia negli spogliatoi come avrebbe voluto fare con i propri tifosi. L'Inter è a meno 9 (6 qualora vincesse contro la Samp) e il campionato è appeso ad un filo, in tutti i sensi.