L'alibi di Sarri: "Non si possono fischiare 12 rigori ad una grande squadra"

Il mondo juventino, ieri sera, era già pronto per festeggiare con quattro giornate di anticipo il nono Scudetto consecutivo del campionato italiano di Serie A, in Friuli, contro l'Udinese, già tempo di vittoria nel 2002, nel famoso 5 maggio, quando la contesa era tra i bianconeri e l'Inter di Ronaldo.

La Juventus, nel primo tempo, con un gol da fuori area di De Ligt, era Campione d'Italia, nella ripresa, l'Udinese, ha ribaltato il risultato con Nestorovski, e con un prodigio di Fofana, che partendo dalla sua metà campo, ed irridendo De Ligt con un tunnel, ha portato alla salvezza i bianconeri di Gotti.

Delusione per la Vecchia Signora, dai programmi sportivi, che chiedevano come mai questa flessione in trasferta della Juventus; ai giornali, soprattutto Tuttosport, quotidiano di fede juventina, che esigeva spiegazioni da Maurizio Sarri, il tecnico.

Il tanto bel gioco sarrista, alla Juventus, non s'è quasi mai visto. La Juve, risolve le partite con le prodezze dei suoi campioni, soprattutto Cristiano Ronaldo e Dybala. E ieri, Sarri è stato pesantemente punzecchiato per non aver schierato tra i titolari Pjanic, prossimo al trasferimento al Barcellona.

Ma Sarri, ha trovato anche un alibi per i tanti gol subiti: "12 rigori fischiati ad una grande squadra, non sono una cosa normale, è record".

Vogliamo anche ricordare al tecnico bianconero, che anche ieri, per un fallo di mano di De Ligt, il Var non ha chiamato il direttore di gara, per valutare se c'erano gli estremi per un penalty all'Udinese.
Purtroppo anche a Napoli, ricordiamo, la famosa frase "e mica noi abbiamo la maglietta a strisce", quando in una conferenza stampa, si lamentava dei rigori non fischiati alla squadra azzurra.