Torino, caos Filadelfia affittato agli ingegneri: rivolta dei tifosi


Un'annata horror che sembra non voler terminare mai per il Torino, che giovedì sera ha aggiunto un altro mattone alla costruzione del muro che separa sempre di più la società granata dai suoi tifosi.
Lo stadio "Filadelfia", luogo sacro per il popolo del Toro, è stato teatro della riunione dell'Ordine degli Ingegneri e degli Architetti che dovevano discutere l'approvazione del bilancio consuntivo 2019 e preventivo 2020.
Appena venuta a sapere dell'accaduto, la tifoseria granata è insorta contro la società e Cairo.

La situazione

L'Ordine per svolgere la riunione aveva la necessità di trovare un luogo all'aperto e sicuro, per rispetto delle normative vigenti anti-Covid e ha chiesto alla Fondazione Filadelfia di poter usare la tribuna coperta dello Stadio Filadelfia. La Fondazione ha acconsentito, essendo prevista la possibilità di utilizzare l'impianto per 3 volte all'anno come d'accordo con la società Torino FC: proprio il club granata ha dato il via libera definitivo, a patto che fosse utilizzato il Filadelfia il giorno in cui la squadra non avrebbe utilizzato l'impianto.
Il Presidente della Fondazione Filadelfia, Luca Asvisio, è subito intervenuto a Toro News: "Non c’è stato alcun passaggio di denaro che ha coinvolto il Torino a differenza di alcune ricostruzioni che sto leggendo sul web. Si è trattato di una concessione della Fondazione in accordo con il club granata, alla quale gli Ingegneri hanno contraccambiato con un contributo versato nelle nostre casse. L’assemblea si è svolta in modo ordinato e coerente con le misure anti-Covid e gli ingegneri sono stati onorati di aver potuto riunirsi in un luogo così particolare di Torino".

Ciò che ha scatenato il putiferio tra i tifosi del Torino è stata una foto che ritraeva tre protagonisti della riunione, che si sono fotografati davanti gli stendardi del Filadelfia, di cui uno con la mascherina della Juventus e la voce sempre più insistente che il Torino avesse preso una cifra intorno ai 1500€ per l'affitto del Filadelfia.
Da lì in poi prima il noto giornalista Alberto Manassero e successivamente Domenico Beccaria, consigliere d'Amministrazione della Fondazione Filadelfia e presidente del Museo del Toro si sono sfogati tramite dei post su Facebook.

Quest'ultimo contattato dai microfoni di SuperNews, alla richiesta della presenza di un verbale della riunione della Fondazione del 17 luglio ha risposto così: "Il verbale del CdA viene scritto successivamente alla riunione ed approvato alla riunione successiva. Quindi no, al momento non c'è un verbale approvato".
Beccaria ha poi glissato sulla nostra domanda riguardante i cosiddetti "aspetti generosi" verso l'affittuario che dice di non condividere: "Sono il basso costo e la poca rivalutazione in base alle migliorie da noi apportate successivamente, giusto per dire i due più evidenti".

Tutto ciò ovviamente per i tifosi granata è stato un oltraggio a quel luogo che per il Torino è una sorta di La Mecca, il Filadelfia ne rappresenta la storia e le generazioni di tifosi che l'hanno vissuto intensamente.

La bufera social

Prima il giornalista sportivo Alberto Manassero, noto tifoso granata, ha espresso il suo pensiero su Facebook: "Cioè, io ho pagato mille euro un seggiolino del nostro tempio, per affittarlo al culo di un ingegnere? Con tutto il rispetto per la categoria, al suo posto avrebbero potuto esserci e magari ci saranno i bagnini piuttosto che i predicatori dell'astinenza (per questi, il posto ideale), ma mi sento oltraggiato, profondamente, non solo preso per le natiche!
#endlesscrap".

Successivamente anche Domenico Beccaria, sempre tramite Facebook ha espresso il suo lunghissimo pensiero:
https://www.facebook.com/Mecu.Beccaria/posts/10222514748127791

Dopo qualche ora è arrivata la clamorosa decisione delle dimissioni social di Rosario Rampanti, vice presidente della Fondazione Filadelfia, scatenando una valanga di critiche nel mondo granata: "Nel contratto con cui la Fondazione ha dato in locazione il Filadelfia al Torino FC, fu posta una clausola, in ragione della quale la Fondazione si riservava la possibilità di utilizzo dell'impianto per tre giorni all'anno. Ovviamente la ragione di quella clausola aveva il preciso significato, per la Fondazione, di poter organizzare tre eventi l'anno sulla storia granata, del Fila o di eventi attinenti allo sport e al calcio in particolare. Una clausola, come la intende il sottoscritto, che sicuramente non può comprendere l'affitto della struttura ad eventi che nulla hanno a che fare con il Toro, il Fila e lo sport".
Rampanti continua: "[...]nulla sapevo di tale affitto. Mai il CdA ha deliberato l'affitto agli ingegneri, mai il prezzo d'affitto. [....] mi sento in dovere, quale membro del CdA della Fondazione, di chiedere scusa a nome della Fondazione stessa, a tutti i tifosi granata per un fatto che definirei avvilente. Per l'incompatibilità dell'evento con la storia dell'impianto e dei 1.500€ donati. Ripeto, formulo una richiesta di scuse a nome di una Fondazione a cui, da oggi e visto quanto successo, non appartengo più".

Domenica è prevista l'ennesima protesta dei tifosi davanti alla sede del Torino FC (alle ore 18) e l'atmosfera è sempre più incandescente.
Il Torino sembra essere entrato in un tunnel, dove lo spiraglio di luce è davvero lontanissimo e dopo questo accaduto il legame tra società e tifosi pare sempre più difficile da ricucire.