Lippi: "Inter più forte della Juve. Allegri punti alla Champions"

Marcello Lippi, doppio ex di Inter e Juve, ha analizzato la partita di questa sera e la situazione in casa bianconera, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.
Dybala, Chiesa e Morata, tre pilastri della Juve
L'ex allenatore di calcio ha espresso la sua su Paulo Dybala: "Ora non mettiamoci a discutere Dybala: ogni volta che ha la palla nella trequarti avversaria hai la sensazione che succede qualcosa e che lui possa fare un gol con un tiro, un dribbling, un calcio piazzato, o creare un'occasione per i compagni. Alla Juve conoscono perfettamente le sue grandi qualità. E' stato molto sfortunato negli ultimi tempi perché ha avuto troppi infortuni e gli è mancata la continuità. Se adesso fa un lavoro di recupero e potenziamento con i suoi compagni, può tornare a dare quel grandissimo contributo che la Juve si aspetta".
Sulla pesante assenza di Federico Chiesa: "Sarà dura senza Chiesa: pochi offrono la stessa spinta, la stessa sensazione di potenza, i suoi gol. Credo che Kulusevski avrà molto più spazio e non sarà venduto".
Su Álvaro Morata: "E poi c'è Morata che non può essere un problema: non è un centravanti vero, non è Trezeguet, ma spazia su tutto il fronte d'attacco, ha la stima di tutti i suoi allenatori ed è forte di testa. Fa sempre il suo".
Lippi decreta l'Inter migliore squadra, ma consiglia Allegri in ottica Champions
Marcello Lippi ha commentato la presenza di Massimiliano Allegri sulla panchina della Juve: "Non ci siamo abituati ma, dopo tanti anni, Allegri non parte favorito in una sfida italiana. Non c'è dubbio che l'Inter sia più forte della Juve: è la miglior squadra per gioco, presupposti psicologici e convinzione, crede fortemente in tutto quello che fa, ha più qualità. Allegri lo sa bene, però la sua Juve ha una tradizione di grinta e carattere e, soprattutto, doti tecniche non indifferenti. Non è certo una squadra modesta. Ha momenti di grande intensità come a Roma, quando in 30 minuti di altissimo livello ha ribaltato un risultato che sembrava già scritto. Io ho vinto quattro Supercoppe, Max tre e se mi raggiunge sono contento. Non è un momento facile ma si sta scervellando per rimettere in piedi la Juve. Dopo tanti anni è arrivato l'inevitabile momento della ricostruzione e non c'era uno migliore di lui per farlo".
Supercoppa Italiana: "Sicuramente per questa Juve la Supercoppa sarebbe una bella iniezione di fiducia, la dimostrazione che, anche in un anno così difficile, si può vincere qualcosa. Ma non è una partita che può cambiare una stagione: a questi livelli le squadre hanno un'identità ben definita. Per esempio, la Juve sa che per il campionato è ormai fuori dai giochi, ma c'è un altro titolo importante in gioco: la qualificazione alla prossima Champions. Mi sembra sia ormai una lotta a cinque per quattro posti, mentre Fiorentina, Roma e Lazio sembrano lontane. E poi non dimenticherei questa Champions: la Juve è capace di qualsiasi risultato e, contro il Villareal, può conquistare i quarti di finale".