Calcio, Salernitana: "Sono a Salerno perché credo nella salvezza". Le prime parole di Filippo Inzaghi, nuovo coach del club campano
Grazie alla chiamata del patron granata Danilo Iervolino, i fratelli Inzaghi tornano di nuovo insieme all'opera. Filippo raggiunge Simone in Serie A grazie all'ingaggio con il club campano. È tanta la sua voglia di rimettersi in gioco e iniziare la nuova avventura. Ecco le sue prime dichiarazioni da neo allenatore della Salernitana.

"Sono a Salerno perché credo nella salvezza". Sono state queste le prime parole pronunciate da Filippo Inzaghi, giunto in Campania da poche ore. Era un segno del destino che egli dovesse arrivare a Salerno anche nelle vesti di allenatore di una squadra simbolo di una città e del territorio limitrofo. Proprio allo 'Stadio Comunale Arechi' realizzò la prima delle due reti con la maglia della Nazionale italiana.
Era il 18 novembre 1998, durante una gara amichevole organizzata in favore della raccolta fondi per le vittime del tragico evento che, nel tragico 5 maggio di quell'anno, coinvolse diversi comuni del salernitano, provocando decine di vittime. Italia-Spagna, con l'allora CT azzurro Dino Zoff, terminò 2-2 ed entrambe le reti furono siglate proprio dall'ex bomber piacentino, all'epoca tra le file della Juventus.
Dopo centinaia di partite che lo hanno consacrato, in particolare, campione d'Europa con il Milan nel 2005 e nel 2007, oltre che del Mondo nel 2006, l'obiettivo personale sarà quello di sentire, nel maggior numero di volte, il boato di uno stadio intero, lo stesso che lo coinvolse in quella notte speciale che lo proiettò verso la gloriosa carriera che tutti conoscono. Tuttavia, per sentire l'esultanza dello stadio granata, Filippo Inzaghi sa di dover risollevare le sorti di una Salernitana che registra un desolante numero '4' nella casella dei goal siglati, dopo otto giornate di campionato. Per lui, che nella carriera da calciatore ha indossato tra le varie le maglie di Atalanta, Juventus e Milan, si tratta della quarta panchina in Serie A, poiché aveva già condotto quella di Milan (2014/15), Bologna (2018/19) e Benevento (2020/21).
Salernitana, Filippo Inzaghi: "A Salerno perché credo nella salvezza"
Filippo Inzaghi raggiunge di nuovo la Campania, oltre che suo fratello Simone, coach dell'Inter, in Serie A. Dopo Benevento, è arrivata la volta di Salerno. Non ci ha pensato su mezza volta nel pronunciare il 'sì' al progetto proposto per la guida della Salernitana, quando il presidente Danilo Iervolino lo ha raggiunto telefonicamente nel tardo pomeriggio di domenica scorsa, dopo la debacle di Monza. Queste le sue prime dichiarazioni nella conferenza stampa di presentazione:
“Avevo promesso a me stesso di stare lontano dal terreno di gioco, almeno per un po' di tempo. La chiamata della Salernitana, però, è stata una bellissima e inaspettata sorpresa. È una cosa che mi ha lusingato moltissimo. Ho da ringraziare il presidente Iervolino per la fiducia che ha avuto in me. Guardavo il telefono ogni momento e aspettavo proprio questa chiamata, come se sentissi che sarebbe arrivata una comunicazione proprio a me, con le voci che erano circolate subito dopo Monza-Salernitana".
"Conosco il direttore sportivo Morgan De Sanctis e il preparatore dei portieri Michelangelo Rampulla da tantissimo tempo. È una grande soddisfazione, perché insieme al mio staff potrò tornare a lavorare come desidero, insieme ad altre persone a cui voglio bene".
"Ringrazio personalmente Paulo Sousa, ci sono passato anche io in questi momenti e so cosa voglia dire per un allenatore essere esonerato. Ha fatto molto bene lo scorso anno e non bisogna dimenticarlo. La condizione è delicata ma cercherò di risollevare la squadra e valorizzare tutti i calciatori a disposizione. Se sono qui è perché ci credo, altrimenti mai avrei accettato. Se la Salernitana dovesse retrocedere, retrocedono tutti, me compreso. I calciatori hanno bisogno, prima di tutto, di affetto e di essere rispettati, altrimenti nulla può essere portato avanti".
"Il pubblico, inoltre, è stata la prima condizione che mi ha convinto subito ad accettare la proposta. È uno stadio fantastico e l'ho vissuto da avversario, una cosa che travolge chiunque. Ci sono tutti i presupposti per fare bene e non vedo l'ora di iniziare".