Corona e lo scandalo scommesse, il quarto nome è Nicola Zalewski della Roma

Dopo le rivelazioni nella giornata di ieri da parte di Fabrizio Corona che ha fatto i nomi di Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo per quanto riguarda lo scandalo scommesse, e ancora prima il nome di Fagioli, adesso nel calderone finisce anche il romanista Nicola Zalewski.

nicola zalewski

Non si ferma lo scandalo scommesse che ha colpito il mondo del calcio questa settimana. Dopo i nomi di Fagioli, Tonali e Zaniolo, Fabrizio Corona ha svelato il quarto nome che sarebbe legato alle scommesse illegali, si tratta di Nicola Zalewski. Il centrocampista polacco milita nella Roma, ed è impegnato come da programma con il ritiro della propria nazionale. La notizia è stata lanciata intorno alle ore 14:00 dall'ormai nota della testata giornalistica Dillinger News a cui fa capo Corona.

Da capire se, come già accaduto per Fagioli, Tonali e Zaniolo, anche Zalewski sarà raggiunto dalle autorità pubbliche e se anche per lui è previsto il ritorno anticipato al club con conseguente esclusione dal ritiro della Polonia.

Fabrizio Corona aveva già annunciato nella giornata di ieri che avrebbe fornito agli inquirenti tutte le prove e documenti utili a dimostrare la veridicità delle proprie affermazioni. Si attendono quindi ulteriori sviluppi sullo scandalo che sta sconvolgendo il mondo del calcio italiano.

Scommesse, cosa rischiano Zalewski e la Roma

Come è ormai noto dopo il caso Fagioli, che ha aperto la strada allo scandalo scommesse, se anche questa notizia si rivelasse vera Zalewski sarebbe a rischio squalifica. Come previsto dall'art. 24 del codice di giustizia sportiva "L’ordinamento federale fa espresso divieto ai calciatori ed ai tesserati in genere di effettuare qualsiasi tipo di scommessa al fine di trarne profitto". La squalifica può arrivare fino a un massimo di tre anni e una multa economica di 25.000 euro.

La rivelazione da parte di Corona sulle scommesse di Zalewski non mette a rischio la A.S. Roma. Come per gli altri giocatori, infatti, si tratterebbe di iniziative di carattere personale, ed è quindi escluso che le società possano essere coinvolte. Questo a meno che i dirigenti non fossero a conoscenza dei fatti, in quella fattispecie sarebbero messi anche loro sotto procedimenti disciplinari. Non sembra comunque che ci sia questa eventualità.