Alex Zanardi, il silenzio del guerriero

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui


Sono passati ormai più di 8 mesi dal tragico incidente che ha colpito Alex Zanardi, campione paralimpico ed ex pilota di Formula uno. Era il 19 giugno quando, sulla stradale che porta a Pienza, in provincia di Siena, sulla sua handbike si schiantava contro il tir guidato da Marco Ciacci. Da quel tragico giorno il mondo dello sport italiano è in costante apprensione, stretto attorno a colui che è definito un mito e un esempio di vita. Non giungono informazioni sul suo stato di salute, ma gli aggiornamenti delle scorse settimane mostrano un Alex Zanardi stabile e in miglioramento, nell’incredulità dei medici. Qui si vede tutta la forza del campione, che non molla un centimetro ed è pronto a rinascere per la terza volta.

Alex Zanardi, il miglioramento più importante

In questi mesi, Zanardi, ha attraversato diverse tappe. La più importante è sicuramente avvenuta all’ospedale San Raffaele di Milano. Qui, il quattro volte medaglia d’oro ai giochi paralimpici, ha risposto stringendo la mando della moglie e con un pollice alzato. Un miglioramento significativo e importante che fa capire che lui c’è ancora e non molla. Il tutto è stato affermato al Corriere della Sera, dalla dottoressa Federica Alemanno, 36 anni, del San Raffaele di Milano. La giovane dottoressa, ma già con grande esperienza nella neuropsicologia, è stata vicino e ha stretto la mano per lungo tempo a Zanardi, nelle prime settimane dopo il tragico incidente. “È stata una grande emozione quando ha cominciato a parlare, nessuno ci credeva. Lui c’era! E ha comunicato con la sua famiglia” ha commentato emozionata la dottoressa Alemanno.

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Lo schianto non è colpa del tir

Parallelamente continuano le indagini su quanto accaduto. Il sinistro è stato causato dalla stessa presenza del camion che avrebbe portato il campione paraolimpico a sterzare improvvisamente o a frenare. Questo è quello che emerge dall’ultima perizia sull’incidente. Il presunto sconfinamento della linea di Mezzaria sembra esserci stato, come sottolineato anche dal perito della procura e docente dell’Università di Firenze Dario Vangi. Il superamento della linea sarebbe “inferiore ai 40 cm” e dunque definito “minimo considerato il tipo di mezzo e la strada percorsa“. Come evidenziato dai PM, Alex Zanardi in extremis cerca di sterzare tre volte, aiutandosi anche con il braccio. Questo dettaglio si nota anche dal filmato in possesso alla procura, nel quale si nota come Zanardi fosse lucido e attento alla guida. Certamente la posizione del tir ha influito su Zanardi, causandone una reazione che poi ha portato al tragico incidente che tutti noi conosciamo.

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La regola dei 5 secondi di Alex Zanardi

Lo sappiamo, sta lottando con tutte le forze per riuscire a riabbracciare la sua famiglia e i suoi tifosi. Siamo sicuri che l’ex pilota di Formula 1 userà la sua famosa “Regola dei 5 secondi”. A spiegare in cosa consiste questa regola ci ha pensato il noto scrittore e giornalista Massimo Gramellini tra le righe del Corriere della Sera: “Ogni volta che ci incontriamo mi interroga sulla sua famosa Regola dei Cinque Secondi, tanto che oramai la conosco a memoria: <<Quando in una gara ti accorgi di avere dato tutto, ma proprio tutto, tieni duro ancora cinque secondi, perché è lì che gli altri non ce la fanno più>>”.

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