Alex Zanardi, parla l’autista incolpato: “Ricordo ogni istante. Mai più fatta quella strada…”

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui

Alex Zanardi
Un attimo per cambiare due vite. Quello che è capitato il 19 giugno 2020. Alex Zanardi, campione di handbike, sta percorrendo la statale verso Pienza, quando ad un tratto si scontra con il tir di Marco Ciacci. Immediati i soccorsi per il campione che tutt’ora si trova a fare una lunga riabilitazione a Vicenza. In questi giorni c’è stata un’importante novità sul fronte delle indagini. La procura di Siena, infatti, ha chiesto l’archiviazione per l’autista del mezzo pesante, in quanto non colpevole di ciò che è accaduto. La famiglia di IronMan si è opposto a quanto deciso. Ora la palla ai giudici per il verdetto finale.

Marco Ciacci: “Spero Alex Zanardi si riprenda il prima possibile”

L’ormai famoso autista, Marco Ciacci, che quel giorno andò in collisione con Zanardi, ha parlato in esclusiva ai microfoni di “La Nazione – Siena“. Qui si è raccontato, lasciandosi andare a confessioni su quel momento che ha cambiato la sua vita. “Dura rimettersi al volante? I primi due mesi sì, molto – afferma il conducente -. Poi, sollecitato anche da mio fratello, dopo lo scorso agosto piano piano mi sono rimesso a lavoro. E’ difficile perché hai sempre paura che succeda qualcosa. Ora sono più tranquillo ma il pensiero c’è sempre“.

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Mesi difficili, per un attimo che ricorderà per il resto dei suoi giorni: “Terribili. Soprattutto i primi tre. Lo sono stati per me, da parte di Zanardi sicuramente peggio. Questa vicenda segnerà per sempre la mia vita. Non la dimenticherò mai. Guardi, ricordo ogni particolare dell’incidente, in maniera chiarissima, come se fosse ieri. L’impatto, i rumori, l’istante in cui è successo…“. Marco ha poi raccontato di aver sognato quella scena e che ormai non passa più per quel tratto: “Ora fortunatamente no, però all’inizio c’è stata qualche nottataccia, di vera disperazione“. “Il tratto? Mai più. Faccio un giro diverso. Per qualche anno credo che sarà così. La famiglia, se non ce l’avessi avuta sarebbe stato un bel problema. Hanno cercato di tirarmi su, senza magari dare a vedere quanto anche loro erano provati“.

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Infine un augurio all’incredibile Zanardi, che lotta come un leone la sua battaglia personale: “Spero davvero, di cuore mi creda, che si riprenda quanto prima”.

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