Zanardi, ad un anno dall’incidente: “Fuori dal letto”

Pubblicato il autore: Emanuela Francini Segui

Zanardi

È passato ormai un anno dall’incidente che ha visto coinvolto Alex Zanardi. Era il 19 Giugno del 2020 e si stava correndo per la staffetta benefica “Obiettivo3“, creata dallo stesso Alex. Sulla statale che porta a Pienza, all’improvviso il noto atleta paraolimpico si schianta contro la ruota anteriore sinistra di un tir che proveniva dal senso opposto. L’intervento tempestivo dei soccorsi ha permesso di salvare la vita ad IronMan che, dopo un lunghissimo iter ospedaliero, ora si trova a Vicenza per la riabilitazione. Quella staffetta è poi diventata un documentario presentato il mese scorso, che racconta il percorso fatto lungo tutta l’Italia dagli atleti disabili che fanno parte di Obiettivo3. “Questo è il giorno più bello della mia vita“, aveva detto Zanardi quella mattina prima di darci dentro sull’handbike. Intanto le indagini sul suo incidente vanno avanti.

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Come sta Zanardi ad un anno dall’incidente?

Il figlio Niccolò, che è sempre al suo fianco, risponde a Repubblica sul quadro clinico del padre: “Come sta? Non lo sappiamo. È sempre lì. Nessuna novità, niente di niente. Siamo anche un po’ stressati per questo, non ci sono grandi cambiamenti. Noi non perdiamo le speranze, la fibra è buona“. Zanardi adesso si trova ricoverato all’ospedale di Vicenza, Unità gravi cerebrolesioni, dopo essere passato da cinque ospedali e più di dieci operazioni.

Quattro operazioni sono state effettuate nel reparto di neurochirurgia di Padova. Il direttore Franco Chioffi, come riportato da Fanpage, svela: “Adesso Zanardi è fuori dal letto, l’hanno messo in poltrona“. Una bellissima notizia che aumenta la speranza in chi fa il tifo per Alex. Nell’ospedale padovano era stata messa in atto la prima fase della tabella di recupero dall’incidente, un’attività svolta con strumenti non solo medici, ma anche di altro tipo. Ad esempio con le canzoni di Venditti, fatte risuonare nella sua stanza dalla moglie.

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IronMan, inoltre, comunica con la famiglia ed è vigile. A volte, raccontano, sorride e guarda tutto ciò che gli è intorno. Alex non sta mollando, nonostante il percorso sia ancora molto lungo. Forza!

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