Quagliarella choc : “Via da Napoli per accuse di pedofilia e camorra”

Pubblicato il autore: Antonio Orlando Segui

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Nel tribunale di Torre Annunziata (Napoli) ieri si è svolto il processo nei confronti di Raffaele Piccolo, un agente di polizia postale accusato di essere lo stalker di personaggi famosi nella provincia di Napoli. E il giocatore del Torino, Fabio Quagliarella, coinvolto nel processo come parte lesa, ha affrontato l’interrogatorio davanti al giudice Ernesto Anastasio rilasciando rivelazioni scottanti. “Ho conosciuto Piccolo – ha esordito l’attaccante – nel 2006. Riteneva di essere capace di risolvere i problemi al mio telefonino e al mio contatto di Messenger, la cui password era finita in mani sbagliate. In cambio mi chiedeva autografi, foto e magliette. Richieste diventate sempre più pressanti: gli avrò dato almeno venti magliette. Quindi sono iniziate le lettere nelle quali venivo accusato di essere camorrista, di partecipare a orge e di essere pedofilo. Minacce giunte anche a mio padre e alla mia fidanzata dell’epoca”. Addirittura Quagliarella ha menzionato un episodio in cui a casa del padre è giunta “una fotocopia con una bara e la mia foto sopra”. Queste lettere diffamatorie, circa 20, sono poi state inviate dal 2007 al 2010 anche nelle sedi di Sampdoria, Udinese e Juventus.

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“Dopo queste calunnie – ha proseguito il giocatore – spedite nel 2010 presso la sede di Castel Volturno, il presidente De Laurentiis mi disse di andare a vivere in albergo lasciando Castellammare di Stabia per stare più tranquillo”. “De Laurentiis mi ha mandato via dal Napoli per quelle lettere che mi accusavano di partecipare a dei festini a suon di droga con esponenti della camorra. Sono stato malissimo per quella vicenda, dovetti lasciare la mia città.

Durante il periodo in cui Quagliarella è stato lontano da Castellamare, inoltre, la società spiegò all’epoca che il motivo del trasferimento era dettato dalla volontà di non stressare il calciatore che dopo gli allenamenti avrebbe dovuto fare diversi chilometri per stare a casa. Fabio Quagliarella ha anche evidenziato che il presidente del Napoli in un primo momento lo chiamava quasi tutti i giorni per poi non farsi più sentire. Il giocatore, quindi, ha concluso dicendo che il motivo del suo addio al Napoli è stato proprio per le lettere arrivate nella sede della squadra, dal momento che lui non aveva chiesto al presidente del Napoli di essere ceduto.

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Al termine del processo, Quagliarella ha inevitabilmente espresso un commento anche in merito alla difficile situazione creatasi con la tifoseria granata evidenziando il dispiacere per i malintesi e soprattutto il forte attaccamento ai colori della sua attuale squadra.

Il processo è stato rinviato al prossimo 11 febbraio quando sarà sentito il papà di Fabio, Vittorio Quagliarella. Non sarà ascoltato come testimone nel processo il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis.

Non si direbbe affatto un periodo roseo per l’attaccante classe ’83. Ad appesantire le cose sono alcuni scenari di mercato che coinvolgono il giocatore. In molti sostengono che a breve arriverà il divorzio con la società granata e la Fiorentina, così come il Sassuolo sono già col fiato sul collo. Intanto in campionato Quagliarella ha ritrovato la via del gol portandosi a 5 reti siglate nella stagione attuale in 16 presenze. 1 sola presenza in Coppa Italia.

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