Sampdoria: da Zenga a Montella la situazione non migliora

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

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La scorsa stagione, per i colori blucerchiati, è stata piuttosto positiva. Questo grazie alla gestione Mihajlovic e ad un gruppo solido, con ottime individualità. Si è arrivati al settimo posto, con l’accesso all’Europa League grazie alla rinuncia del Genoa. Il tecnico serbo però, ambizioso com’è, se ne va al Milan e Ferrero inizia a smantellare. Via Eto’O, che aveva un contratto di quattro anni: via dopo 2 reti in 18 stagioni. Via anche Okaka, destinazione Anderlecht.  Ferrero, contro molti pareri e contro la tifoseria ingaggia Walter Zenga. Gli inizi sono da incubo: sconfitta 0-4 al preliminare di Europa League contro il Vojvodina: il cuore e la volontà non bastano a ribaltare il pesante passivo: i doriani arrivano solamente al 2-0 esterno: ovviamente non sufficiente per garantire il passaggio del turno. La campagna 2015/2016 non è male: torna Cassano, arriva Cassani dal Parma, arrivano Muriel dall’Udinese e Silvestre dall’Inter. Le premesse per fare un buon campionato quindi, ci sono tutte: la prima giornata dice bene a Zenga: 5-2 alla neopromossa Carpi; poi 2-2 a Napoli, quindi vittoria contro il Bologna. Il primo stop arriva alla quinta: 2-0 a Torino, sponda granata. Poi si va a corrente alternata: vittoria 2-1 contro la Roma, sconfitta 2-1 a Bergamo, pari interno a San Siro sponda nerazzurra, fino ad un inaspettato ko: 2-0 contro la matricola Frosinone: in un minuto i ciociari fanno due reti e chiudono la pratica. La Sampdoria però si rialza: 4-1 al Verona, pari interno con l’Empoli, pari esterno col Chievo. Si arriva quindi alla partita interna contro la Fiorentina: la Sampdoria ha 16 punti e di gare ne ha perse solamente tre. Potrebbe essere una gara importante, che però viene fallita: Ilicic su rigore al 10′ e Kalinic al 58′ segnano la quarta sconfitta dei blucerchiati. Il giorno successivo, Zenga viene sollevato dall’incarico: troppi tifosi erano contrari al suo ingaggio o quantomeno scettici. Ferrero così decide di puntare su un ex mai dimenticato dalla piazza: quel Vincenzo Montella che tanto ambiva la panchina che occupa ora il tecnico serbo: i casi della vita. L’esordio non sarebbe difficile, eppure i doriani perdono a Udine, anche se di misura. Ma c’è da capirli: in fondo l’allenatore è arrivato da poco: già: però la settimana successiva perdono 4-1 a Milano sponda rossonera: e già qui qualcuno si chiede se sia stata una mossa furba quella di esonerare Zenga. Per la cronaca, l’ex portiere nerazzurro rescinde il 26 novembre e si accasa alla squadra emiratina dell’Al Shaab. Ma ora bisogna riscattarsi: il 6 dicembre arriva il Sassuolo: non è facile giocare contro la squadra di Di Francesco: si arriva al tracollo: 3-1 per i neroverdi. E già qualcuno parla di panchina a rischio, come mai era accaduto a Montella: ma la Sampdoria si rialza: pari a Palermo, vittoria per 2-0 contro la derelitta Lazio. Si arriva al derby, che la Sampdoria vince col fiatone: 3-2 dopo l’iniziale 3-0. Quindi la sconfitta interna contro la Juventus, che ci può stare visto che i bianconeri sono diventati un rullo compressore. E qui si chiude il girone di andata. La sconfitta di Carpi apre il girone di ritorno e qui tornano antichi fantasmi. Montella scelta giusta? Intanto Ferrero pensa bene di dare via il migliore dei suoi ( col dovuto rispetto per gli altri): Eder, che va all’Inter. Vengono presi Ranocchia e Sala e proprio un errore dell’ex nerazzurro spiana la strada al Bologna, che vince, anche se al fotofinish. Prima c’era stata la sconfitta con il Napoli, anche in questo caso un rullo compressore. In 10 gare Montella ha racimolato solamente 7 punti: allora forse Zenga non era così male. La zona retrocessione, nonostante i 23 punti, è là a due passi: le colpe ovviamente non sono tutte dell’Aeroplanino, ma mercoledì arriva il Torino, assetato di punti, e domenica si va a Roma, sponda giallorossa. Urge una svolta, e alla svelta.

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MASSIMILIANO GRANATO

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