Milan, il closing slitta ad aprile. Tifosi sfiduciati e Berlusconi minaccia di tenersi il club

Pubblicato il autore: Fabio Sala Segui

Closing Milan
Erano già stati prenotati i voli dei giornalisti dalla Cina a Milano. Giornalisti che avrebbero dovuto presenziare alla fatidica conferenza stampa fissata sabato 4 marzo tra le 11.30 e le 12.00 circa (a poche ore dalla prima partita ufficiale del Milan cinese contro il Chievo Verona) e in cui si sarebbe firmato il contratto di passaggio della gestione del Milan, dopo 30 anni di gloria di presidenza Berlusconi. Alla conferenza avrebbe probabilmente partecipato anche il sindaco di Milano Beppe Sala, come rivela La Repubblica, con cui i nuovi proprietari avrebbero potuto già buttare giù un primo abbozzo di piano per il nuovo stadio di proprietà dei rossoneri. Ma ormai è una barzelletta. Ci sono un italiano, un cinese e il Milan. Purtroppo tale è diventato il team rossonero. O meglio, non il Milan di campo, perché comunque Montella sta facendo i miracoli a tenere in zona Europa una squadra che non ha praticamente fatto ne mercato estivo ne mercato di riparazione per rinforzarsi. Ma la farsa closing, che viene prima ufficializzato, poi spostato, poi riufficializzato e infine nuovamente slittato in avanti. Tutta questa messa in scena dai risvolti oscuri sta diventando stressante per i tifosi rossoneri, non più certi di cosa li attenderà nel futuro e stanchi di essere solo una presenza “per fare numero” in Serie A, senza coppe da 4 anni e con ogni stagione terminata a metà classifica.

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Il gruppo cinese, di cui non si conoscono ancora molti componenti, (per non dire nessuno) è rimasto sorpreso che due investitori si siano tirati indietro. I due investitori che avrebbero dovuto garantire i 170 milioni che al momento mancano a SES per completare l’acquisto del 99,93% del club di Via Aldo Rossi. 170 mln dei 420 milioni di euro totali (di cui 320 milioni da versare a Fininvest e altri 100 milioni per la gestione della società e per gli investimenti sul mercato futuro). Il 3 marzo ci sarà comunque una riunione tra i soci, per decidere se accettare la richiesta di rateizzazione del pagamento chiesta da SES o vedere altre soluzioni. Nel frattempo a rimetterci sono sempre i tifosi, i quali cominciano ad essere colmi di rabbia e senza più un briciolo di pazienza. Silvio Berlusconi compreso ovviamente, visto che non si vede arrivare i soldi in tasca.

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Closing Milan, Silvio Berlusconi contrariato

Anche Silvio Berlusconi, attuale patron del Milan (e a questo punto non sapremo quando diventerà ufficialmente ex presidente e soprattutto se lo diventerà) sembra spazientito dai cinesi. O arrivano i soldi o mi tengo il Milan avrebbe sbottato l’ex premier, che prenderà la decisione se concedere la proroga (ipotesi più probabile) o tenersi il club entro venerdì prossimo, data in cui si sarebbe dovuto firmare con i cinesi.
Visti i risultati degli ultimi anni, i tifosi sperano conceda la proroga e venda definitivamente ai cinesi in modo da porre fine al teatrino tra Fininvest e SES che prosegue ormai da otto mesi. Ne va del futuro di un club glorioso del Milan che non può essere considerato la barzelletta d’Italia, d’Europa e del mondo del calcio. Ne va del cuore dei tifosi che vogliono continuare a sostenere la squadra, nonostante le tante difficoltà in campo e fuori.

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