Questione di cuore: Gennaro Ivan Gattuso

Pubblicato il autore: Giuseppe Garetti Segui

Gennaro Ivan Gattuso, ormai per tutti solo e semplicemente “Rino”, non ha bisogno certo di presentazioni. Da calciatore, con la maglia del Milan, indossata per ben 13 anni, ha vinto tutto quello che c’era da vincere, così come con la maglia azzurra, dove fu uno dei pilastri della Nazionale vincitrice del Mondiale 2006 in Germania.
Per questo, e per tanti altri motivi, Rino è un po’ il campione di tutti, tanto che sarebbe quasi riduttivo definirlo solo “leggenda rossonera”, avendo fatto gioire tutti noi, così come molti suoi ex compagni di quella spedizione azzurra, diventati  “Campioni universali” senza dover necessariamente appigliarsi a colori sociali di qualsivoglia piazza d’italia.

Attestato il fatto che chi più o chi meno, tutti conoscano Gattuso, in quanti potevano aspettarsi un impatto del genere da allenatore del Milan?
Nemmeno il più ottimista dei tifosi rossoneri, o probabilemente nemmeno lui stesso, dopo l’esordio tragicomico con il Benevento poteva immaginarsi un totale cambio di rotta da parte della squadra,  rimasta uguale nei suoi interpreti, dopo la grande rivoluzione estiva, ma completamente diversa negli atteggiamenti in campo.

Tornando un po’ indietro nel tempo, tra i diversi spot pubblicitari girati da Rino nel corso della sua carriera, due sono girati in Calabria, uno nella sua Corigliano Calabro, ma è sull’altro che vorrei soffermarmi per qualche secondo. In quello spot girato per la Regione Calabria, Gattuso mostra ai suoi conterranei tutto il potenziale della regione stessa, e rivolgendosi sempre a loro, nel tentativo di risollevare gli animi e le sorti della propria terra, accenna in un calabrese nemmeno poi tanto stretto, una domanda: Siete disposti a metterci il cuore?

Ecco, è cosi che mi immagino Gattuso nei suoi primi giorni da allenatore del Milan quando le cose non andavano per il verso giusto, quando gli animi della squadra, ma di tutto l’ambiente rossonero erano a terra se non più giù, e quando gli acquisti di quest’estate sembrano veri e propri flop.
Proprio come i calabresi nello spot, i giocatori del Milan hanno ricevuto quella mozione d’orgoglio che mancava, ritrovando la fiducia nei propri mezzi.

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Non si può non parlare di effetto Gattuso, che qualcuno ha già rinominato “Gattusismo“, in contrapposizione al Cholismo di Simeone, o al cosìdetto Sarrismo di Sarri. Ma se quest’ultime due definizioni, indicano due diversi approcci tattici della squadra, il Gattusismo va quasi oltre, diventando più che un’impostazione, una corrente di pensiero unisona tra staff e giocatori, anche perchè tatticamente Gattuso ha cambiato davvero poco, nonostante più volte sollecitato dall’ex presidente Silvio Berlusconi che anche di recente continua a chiedere l’inserimento della seconda punta.

L’allenatore del  Milan ha puntato tutto sull’unione e la compatezza del gruppo, che con Montella sembrava essere venuta meno, e guardando giocare il suo milan, osservando gli abbracci e le esultanze a fine gara dopo le vittorie, si può dire che la crescita in primis psicologica è avvenuta, ed è tutto merito suo.

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Qualora non dovessero bastare le immagini, come ulteriore dimostrazione dell’impatto che l’allenatore calabrese ha avuto nei confronti di tutto l’ambiente rossonero, si possono ascoltare in primis i fischi d’inizio stagione dei tifosi rossoneri, tramutati in applausi a scena aperta dopo le recenti ottime prestazioni, ma anche le dichiarazioni pre o post gara dei giocatori stessi:

Fabio Borini afferma che se prima Milanello non era altro che un posto di lavoro, ora una volta sveglio, non vede l’ora di andare ad allenarsi e incontrare i suoi compagni di squadra, divertendosi come mai aveva fatto prima d’ora da calciatore;

Antonio Donnarumma invece, ci tiene a sottolineare come chiunque (anche chi gioca di meno) si senta parte al 100% del progetto Milan con Gattuso, al contrario della gestione Montella;

Lucas Biglia si sente nuovamente in forma mondiale, mentre il capitano, Leonardo Bonucci sostiene di non aver mai avuto un allenatore così stimolante, reputandolo sotto questo punto di vista, meglio di Antonio Conte;

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Suso addirittura sostiene di essere pronto ad andare in guerra con lui e per lui.

D’altronde, Gennaro Gattuso nel corso della sua carriera, come ha più volte ammesso, ha sempre sopperito a qualche mancanza tecnica con sudore, grinta e sacrificio, ed è questo che chiede alla squadra in ogni partita.
In poche giornate, il Milan ha recuperato 11 punti alla zona champions che adesso dista solo 7 lunghezze. L’ultimo posto disponibile per la Champions è attualmente occupato dai cugini nerazzurri che il Milan affronterà Domenica prossima in un derby che promette spettacolo. Sempre per restare in tema europa, promette spettacolo anche la super sfida in Europa League contro l’Arsenal di Wenger che Gattuso ha già affrontato da giocatore.

Difficile pensare come Rino stia preparando gli impegni importanti da qui a fine stagione, difficile pensare che il Milan non gli rinnovi il contratto dopo l’ottimo lavoro svolto per adesso, ma facile, quasi scontato pensare a cosa Gattuso chiederà nuovamente ai suoi giocatori prima di scendere in campo: Siete disposti a metterci il cuore?

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