Calciopoli, parla Leonardo Meani: “Processo lacunoso”

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui


Torna a parlare l’ex addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani, circa il suo coinvolgimento nel processo Calciopoli, rilasciando un’intervista ai microfoni di Piero Giannico all’interno della trasmissione “Labirinto” trasmissione di approfondimento riguardante le inchieste di Sportitalia. Nel 2006 Meani è stato condannato dalla  Giustizia Sportiva a 2 anni e 5 mesi per illecito sportivo, situazione che è costata al Milan anche una penalizzazione. Ecco le parole dell’ex addetto arbitri rossonero: “Il Milan non ha mai fatto nulla di illecito. Mai abbiamo provato a condizionare un risultato, mai abbiamo avuto dei favori che avrebbero potuto tradursi in punti conquistati in campionato. Ho passato dei momenti orribili, la mia famiglia lo sa, per cosa? Per nulla, dato che non abbiamo fatto nulla di illecito. Poi in quegli anni ho vissuto veramente male, dato che non riuscivo nemmeno ad uscire di casa o entrare nel mio ristorante. C’erano gli ingressi presidiati da giornalisti e da poliziotti. C’era stile ghigliottina in quegli anni, ho ricevuto minacce e temevo per la mia incolumità. Calciopoli è esistita, ma non è stata una situazione così grande e clamorosa come l’hanno sempre descritta. L’indagine sin dall’inizio a presentato molte lacune ed in questi anni ci si sta accorgendo di quanto il processo sia stato creato e montato male. Erano necessarie ulteriori indagini più approfondite e meno lacunose.”

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