Juventus, Pjanic: “Il Napoli esprime il miglior calcio d’Italia, ma contano le vittorie”

Pubblicato il autore: Gabriele Tufano Segui
during the Serie A match between AC Milan and Juventus at Stadio Giuseppe Meazza on October 28, 2017 in Milan, Italy.

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Il centrocampista della Juventus, Miralem Pjanic, intervistato dal quotidiano romano Il Messaggero ha affrontato diversi temi legati sia al passato, tornando a parlare della precedente esperienza vissuta con la maglia della Roma, sia al presente,  facendo riferimento all’accesa lotta scudetto con il Napoli di Sarri. Partendo proprio dal trascorso in giallorosso, il bosniaco ha confessato: “Vincere con la Roma sarebbe stata un’emozione unica. Purtroppo non ci sono riuscito, e mi dispiace. Ma ci ho provato. Molti sono rimasti male che sia andato via, ma io non ho tradito nessuno. Lì c’è passione, dalla mattina alla sera si pensa al calcio, alla squadra. E questo è bello perché un successo ti porta alle stelle, ma dall’altra parte è negativo perché si perde il senso dell’equilibrio. E il problema, lì, è proprio questo”.

Molto discusso è stato il suo trasferimento alla Juventus nell’estate del 2016, quando i bianconeri scipparono di fatto Miralem ai giallorossi, pagando la clausola rescissoria di 35 milioni e accaparrandosi uno dei migliori centrocampisti in circolazione in Europa. Proprio su questo cambio di casacca, Pjanic afferma: “Nainggolan dice che ho scelto di vincere facile? Dopo cinque anni bellissimi a Roma, ho solo deciso di fare altre esperienze. La Juve mi ha seguito, mi ha voluto. Io avvertivo l’esigenza di confrontarmi con un’altra esperienza, del resto la carriera di un calciatore è breve. Detto questo, vincere non è mai facile e non lo è nemmeno qui. Ci vuole abnegazione, lavoro. Le vittorie si ottengono sudando, meritandole, al di là di ciò che, troppo superficialmente, si pensi in giro”.

Pjanic  ha continuato sottolineando l’importanza che ha rivestito Allegri nel suo percorso di crescita, lanciando poi una stoccata, come Barzagli qualche settimana fa, a chi lo critica per l’incapacità di far esprimere alla sua squadra un gioco spumeggiante e spettacolare come quello del Napoli: “Allegri mi ha migliorato, adesso sono un calciatore maturo con la visione di squadra . Il Napoli? Loro giocano il miglior calcio d’Italia, magari noi siamo più pericolosi, più intelligenti nel modo di difendere e di interpretare una partita. E poi cosa vuoi dire a un allenatore che vince? Che gioca male, forse? Io penso che conti il risultato, si gioca per quello. Io sto con Allegri”. Siamo in fiducia, il 2018 è iniziato proprio come si è concluso il 2017, speriamo di continuare così e fare il botto a maggio. Il campionato si deciderà alla fine, dopo lo scontro diretto con il Napoli”. 

Infine il centrocampista della Juventus confrontando i tecnici avuti ai tempi della Roma, non senza riservare qualche parola al veleno per alcuni di loro, ha dichiarato: “Luis Enrique un uomo straordinario, tutti noi ci siamo dispiaciuti quando è andato via, purtroppo non c’erano i giocatori adatti. Zeman? Non c’era dialogo, a parte con Totti, che conosceva da anni. L’atmosfera era pesante. Mi dava fastidio che non parlava. Con Garcia all’inizio andava bene, è un buon allenatore, poi non ha saputo invertire il momento negativo. Spalletti? Un grande, è tosto, sono stati sei mesi importanti”.

 

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