Inter, Skriniar: “Mi aspetto una Juve cattiva”

Pubblicato il autore: Gabriele Tufano Segui
MILAN, ITALY - DECEMBER 03: Milan Skriniar of FC Internazionale Milano in action during the Serie A match between FC Internazionale and AC Chievo Verona at Stadio Giuseppe Meazza on December 3, 2017 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Il difensore dell’Inter, Milan Skriniar, è una delle rivelazioni di questo campionato. Il centrale slovacco, infatti, è stato sin dall’inizio una pedina fondamentale della difesa di Luciano Spalletti, fornendo prestazioni sempre all’altezza senza mai deludere le aspettative. La dimostrazione del fatto che il suo rendimento quest’anno è stato eccezionale risiede nel fatto che club come Real Madrid, Manchester United, Barcellona e Manchester City hanno più volte mostrato un certo interesse per lo slovacco e, come confessato dal suo agente, una di queste società sarebbe addirittura andata oltre, avanzando un’offerta monstre di 65 milioni di euro. Sull’edizione odierna de La Repubblica è stata pubblicata un’interessante intervista di Milan Skriniar, dove il giocatore ha avuto modo di affrontare diverse questioni tra le quali: i primi passi da calciatore, il big match di sabato contro la Juve, il suo futuro e tanto altro.

Parendo dal futuro, Skriniar non si è voluto sbilanciare, anche se le sue dichiarazioni sono apparse un po’ enigmatiche: “I complimenti sono belli, ma un atleta non deve ascoltare, se no si deconcentra e non rende. Non so cosa accadrà in futuro. Ora voglio essere perfetto solo per l’Inter, l’unico orizzonte è portare il club in Champions, è così importante per tutti noi. Uno dei miei sogni è alzare quella coppa, ma per prima cosa vorrei giocarla. Spero proprio di farlo con l’Inter”.

Sull’imminente sfida con la Juventus, Skriniar ha dichiarato: Me la aspetto incavolata nera e cattiva, deve vincere. Ma anche noi siamo pronti e cattivi: lo stadio ci darà una carica enorme, abbiamo superato una crisi che ci ha resi più forti, nelle ultime 9 abbiamo preso solo 2 gol. Ma loro per carità, sono la Juve. Higuain, Mandzukic, Dybala, Douglas, e quei centrocampisti. Ma li attaccheremo. Per noi difensori gli attaccanti più duri sono quelli che si muovono molto, che danno profondità ma poi rientrano anche, tipo Belotti che è pure grosso, tipo Simeone, sono faticosi. Invece Higuain o Dzeko non corrono tanto, ma se hanno la palla in area addio. Un lavoraccio.

Sul miglior difensore in circolazione, il centrale dell’Inter  afferma: “Il più bravo in assoluto qui è Koulibaly. Nel mondo, Sergio Ramos. Poi sulla sua costante presenza in campo -quest’anno Spalletti lo ha sempre schierato titolare- Skriniar ha confessato: “Mi piace, voglio starci sempre in campo. La fatica la sento, ma l’importante è il recupero, conosco il mio corpo. Poi vivo un sogno. Credetemi, mai avrei pensato di trovarmi qui, all’Inter, e domani c’è la Juve a San Siro con 80mila persone. Mi sembra tutto incredibile. Ma non posso sempre sognare, devo vivere questa vita. Anche la mia famiglia non crede ai suoi occhi, siamo persone semplici, veniamo da un paesino sotto le montagne dove si conoscono tutti. Quando torno ci sto bene, ho i miei amici, è casa”.

Infine Skriniar ha raccontato i suoi primi passi nel mondo del calcio: “Sono sempre stato centrocampista, solo davanti alla difesa o in coppia. Poi allo Zilina l’allenatore Adrian Gula mi convince ad arretrare: mi trovo bene, non mi muovo più. Da difensore mi chiama la Samp. Dove comincio a capire davvero come si gioca in questo ruolo. Grazie a Giampaolo, bravissimo. Imparo a muovermi sulla linea, a orientare il corpo in direzione della palla, a stare in posizione attiva, se no l’attaccante ti frega già col primo movimento. E guardare la palla, poi il compagno, poi l’avversario, e agire d’orchestra con la linea. Imparo a pensare. E contro i giocatori più forti e veloci che avessi visto. Prima, dovevo solo andare a impattare sul centravanti e via. Quello è stato il grande salto. Dalla Samp all’Inter è stato più facile, ormai conoscevo meglio me stesso e la Serie A. Spalletti è un altro maestro, ero pronto a seguirlo”.

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