Mondiali di calcio: Italia 90 e il sogno di un bambino

Pubblicato il autore: Daniele D'Amico Segui
attends the Preliminary Draw of the 2018 FIFA World Cup in Russia at The Konstantin Palace on July 25, 2015 in Saint Petersburg, Russia.

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Avevo 10 anni, creai un piccolo giornale casalingo che si chiamava “Il mondo del pallone”, fogli di album A4 e ritagli delle più importanti testate sportive italiane. A casa Hurrà Juventus, Guerin Sportivo e La Gazzetta dello Sport non potevano mai mancare. Mia madre mi regalò la mitica spilletta di Italia 90 con il pallone
Essendo nato nel 1980 diciamo che il Mondiale del 1990 è stato il primo per me, di quello dell’82 ne ho sempre sentito parlare, il video di Tardelli che esulta dopo il goal alla Germania e l’immagine del Presidente Pertini sono chiaramente dei ricordi molto sfocati, così come la “Mano di Dios” del 1986.

Nel 1990 il Mondiale ce l’avevo in casa,  la cerimonia di apertura a San Siro, ma soprattutto “Notti Magiche…inseguendo un goal”, Edoardo Bennato e Gianna Nannini fecero cantare a squarcia gola un’intera generazione, chiamata oggi millennial. ll videoregistratore era stato acquistato da poco e rivedere le partite la mattina durante la colazione era una gioia. Dall’8 giugno all’8 luglio del 1990 io e la RAI siamo stati un unico elemento, un corpo solo. Senza dimenticare Telemontecarlo con Galagoal. In studio Josè Altafini, Massimo Caputi e Alba Parietti.

Totò nazionale, Schillaci, fece battere il mio cuore e quello dei miei coetanei in quelle “Notti Magiche” in cui il salotto di casa si riempiva di amici.  Ogni volta che il pallone giungeva nei piedi di Totò o colpiva la sua testa la rete si gonfiava.

3 luglio 1990: Italia – Argentina

Il 3 luglio 1990 allo stadio San Paolo di Napoli andò in scena la semifinale dei Mondiali fra Italia e Argentina. Azzurri nettamente favoriti, con una generazione di giocatori in pieno splendore e con il vantaggio di giocare il torneo in casa.  L’Argentina era una squadra temibile, trascinata da Claudio CaniggiaDiego Armando Maradona. Il  “Il Pibe de Oro” aveva trascinato il Napoli al suo secondo scudetto e aveva contribuito in maniera decisiva al cammino dell’Albiceleste. La rete di Totò Schillaci dopo pochi minuti rese la strada dell’Italia in discesa ma nella ripresa un traversone di Maradona ingannò Walter Zenga il quale con un’uscita avventurosa fu beffato da Caniggia, che toccò con la nuca. Terminò a 518′ l’imbattibilità del portiere, record tutt’ora imbattuto in un Mondiale. Il risultato non si sbloccò più, nemmeno dopo i tempi supplementari. Ai calci di rigore gli argentini  furono infallibili, mentre per gli azzurri sbagliarono Roberto Donadoni e Aldo Serena. L’Argentina volò in finale, per l’Italia solo lacrime di “disperazione”.

Il mio pianto sul balcone di casa, pensavo che l’Italia avesse subito un’ingiustizia ora so che il calcio non sempre dà la vittoria ai migliori, ma rimane lo sport che maggiormente amo raccontare.

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