Roma, in principio era il caos

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui
ROME, ITALY - DECEMBER 05: Diego Perotti #8 with teammates of AS Roma celebrates after scoring the opening goal during the UEFA Champions League group C match between AS Roma and Qarabag FK at Stadio Olimpico on December 5, 2017 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Sono ormai passati 7 anni dall’arrivo dei “bostoniani” a Roma, e fino a quel momento per i romani l’unico americano a Roma era Nando Meliconi, personaggio portato alla ribalta dal grande Alberto Sordi. Forse per qualcuno è ancora quello dopo aver visto la Roma non vincere nulla in questi anni, o perlomeno per alcuni James Pallotta si avvicina molto al personaggio goliardico del film. Sicuramente c’è stata una crescita a livello esponenziale non indifferente che James Pallotta e soci vogliono far continuare, anche se tutto questo dovrà passare per forza di cose dallo stadio di proprietà (purtroppo le ultime grane giudiziarie proprio sul caso, potrebbero mettere un altro freno se non uno stop alla posa della prima pietra), ma quella è un altra storia degna della saga di Harry Potter o della trilogia di Tolkien con annessa terra di mezzo

Se partiamo dai nomi e dalle nomee staremo freschi: Di Benedetto; Zanzi; Baldissoni; Luis Enrique; Zeman; Andreazzoli; Garcia; Spalletti; Baldini; Sabatini; Massara; Pjanic; José Angel; Bojan Krkic; Kjaer; Stekelenburg; Destro; Marquinhos; Marquinho; Manolas; Torosidis; Holebas; Tachtsidis; Goicoechea; Borini; Benatia; Alisson; Nainggolan; Lamela; Paredes; Osvaldo; Bradley; Strootman; Castan; Dzeko; Emerson; Mario Rui; Bruno Peres; Fazio; Szczesny; Salah; Perotti; El Shaarawy; Grenier; etc etc sono tanti e non sono tutti, questa non è una short-list ma sono solo (in ordine sparso) alcuni dei personaggi stati, o ancora in essere a libro paga di James Pallotta il presidente americano che oggi è sulla graticola ed è invitato a fare le valigie (eufemismo) e tornare (dove risiede; vive e lavora) a Boston, anzi se non riuscirà a costruire l’ormai “famoso stadio” (ancor prima si aver posato la prima pietra, forse un record mondiale) sarà proprio lui a voler lasciare la Roma, e tornare in quel di Boston ma quella è una vicenda che la giustizia dovrà appurare con tempi celeri per capire il da farsi, visto che la Roma è comunque parte lesa. Tornando ai nomi, il mercato a portato altri nomi e qualcuno partirà (gli indiziati sono sempre Alisson e Nainggolan) ma in tutto questo via vai di porte girevoli sono stati spesi dei soldi a volte male, facendo arrivare calciatori con nomi più o meno noti, o calciatori che erano preceduti dalla nomea ma poi si sono rivelati solo un bluff

Colpevolisti e innocentisti 
Ma è solo colpa del presidente? Tra colpevolisti e innocentisti ormai l’opinione dei tifosi e “spaccata”, tra quelli che vogliono che James Pallotta lasci a prescindere e quelli che credono ancora in questa società, sperando che l’arrivo Monchi porti quell’aria di novità che a Siviglia ha portato gloria e fama. Ma forse il cambiamento dovrebbe arrivare proprio dai tifosi e da chi fa comunicazione, anche perché a volta per interessi personali ci si schiera pro o contro questo o quel personaggio. Qui arrivano bidoni che poi andando via tornano campioni; arrivano giovani di belle speranze pronti a divenire campioni in altri lidi; arrivano vecchie glorie per svernare; etc. etc. purtroppo questa citta riesce a trasformare in bidoni o fenomeni a seconda se tira scirocco o tramontana senza pensare che assolutamente conta solo la Roma.

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