Da Prince a King, così Boateng ha conquistato tutti, Sassuolo in primis

Pubblicato il autore: Davide Corradini Segui

Sassuolo – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Kevin Prince Boateng non è soltanto quello che sembra. La superficie, spessa e ruvida come la scorza di limone, nasconde la vera essenza. Il marcantonio tutto tatuato, con i muscoli esibiti alla maniera dei culturisti e il ghigno beffardo ai confini dell’arroganza, è anche un vero e serio protagonista, un padre dolce e premuroso, un marito attento e presente. In fin dei conti, tutti abbiamo una doppia faccia: sarebbe troppo monotono, forse perfino banale.

Il vero senso sta nella sua complessità, in quel garbuglio di emozioni che è la vera ricchezza di un uomo: Giulio Cesare fu un grande statista e pure una canaglia. Se accostiamo Cesare a Boateng allora iniziamo a capire che sono simili. Tutti e due li giudichiamo per l’apparenza, che è anche l’anticamera del pregiudizio. Ma per gustare l’aspro del limone bisogna togliere la buccia, e grattando tante volte, infine, si arriva al cuore. Allo stesso modo lo faremo anche noi di SuperNews, in questo viaggio intorno al pianeta Boateng.

Nuove sfide, ma stessa grinta

I due gol in tre partite con la nuova maglia del Sassuolo lo hanno riportato sul palcoscenico (domenica 16 settembre sfida alla capolista Juve). Un teatro più piccolo del previsto, forse, visto che la provincia anche se bella, grassa e ricca come quella modenese, non è alla pari di Londra e nemmeno Milano. E il Mapei Stadium non è uguale a San Siro. A lui tutto ciò non importa, abituato a vivere ogni avventura con il piede schiacciato sull’ acceleratore, pronto a prendersi il vento in faccia e a godersi il suo meritato momento.

Lui stesso sa che l’istante, anche quello perfetto, dura pochi secondi e poi fugge via. Allora eccolo che, pur di vivere e di assaporare quei pochi secondi, è pronto a tutto. Maglietta pronta, si scende in campo e inizia la gara contro gli avversari: il suo corpo sprigiona un’ energia pazzesca, come se fosse alimentato a energia elettrica. E’ una macchina da guerra, sempre in movimento, con il motore che gira a mille. Guai se si prova a fermarlo. Boateng è adrenalina allo stato puro e se ne sono accorti pure i loro nuovi compagni che lo hanno eletto come nuovo condottiero: si fanno trascinare come se fossero soldati che corrono dietro ad un generale.

A confermare queste prime impressioni ci ha pensato Roberto De Zerbi, che ha speso tante buone parole sul centrocampista neroverde ed è riuscito a convincere la dirigenza neroverde a comprarlo. Giocatore disponibile, di grande personalità. Una guida per tutto lo spogliatoio, sempre pronto a dare una mano al compagno che è giù di morale perché ha sbagliato un passaggio o un gol. Il tecnico lo usa come centravanti e trequartista, gli chiede di sacrificarsi e di correre anche quando il pallone ce l’hanno gli avversari, e lui mai si è lamentato. Chi temeva che potesse fare la primadonna, che se la tirasse o che non s’impegnasse ha preso un bel palo. E se non ci credete allora andate agli allenamenti del Sassuolo, lui è lì, pronto anche a fare da traduttore con i compagni stranieri. Il Prince, che parla bene italiano, spagnolo, tedesco e inglese, si mette a disposizione di tutti e dà una mano. Proprio come si dovrebbe fare in una famiglia.

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La storia di Boateng: quel moonwalk rimasto nella storia

Il ghanese lo sa bene che nel Sassuolo è il gioiello pregiato, ne è orgoglioso, avverte la responsabilità ma non si scoraggia. Figuriamoci se si spaventa, o se si lascia intimorire, uno che ha ballato “Billie Jean” davanti al pubblico di San Siro la sera della festa scudetto nel 2011. Ricordate? Aveva promesso ai tifosi del Milan che, se avessero conquistato il titolo, si sarebbe travestito da Michael Jackson e avrebbe imitato le ballate nel celebre moonwalk. Fu di parola e si divertì tantissimo. La musica è dentro di lui, come il calcio. Due elementi necessari a comporre l’insieme: se ne togli uno non hai più il prodotto finale.

Boateng è un rapper, uno che viaggia a ritmi elevati, che ha sempre bisogno di sentire il battito per rendere al massimo. Vive la sua vita come un re, la suona e la canta. E Sassuolo? Tutta Sassuolo balla, balla come non ha mai ballato prima d’ora. Questa sì che è musica! Bentornato Boateng!

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