Chiellini risponde a Mourinho: “Io ad Harvard ? Si ma per un Master in economia”

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Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews


Giorgio Chiellini
si è prestato ad una lunga intervista al compagno  Wojciech Szczesny, nell’ambito del programma Prosto w Scene. Il difensore ha affrontato svariati argomenti tra cui i difensori italiani, Buffon e la “lezione di difesa ad Harvard” a cui è stato invitato da Mourinho.

Chiellini e l’atteggiamento in campo

Chiellini ha esordito parlando della sua carriera e di come si è evoluto il suo ruolo: “Ho iniziato a giocare quando avevo 5 anni e sono stato fortunato perché ho avuto la possibilità di farlo. Ho iniziato a a capire che potevo diventare un professionista all’età di 15-16 anni, sono cresciuto e sono migliorato anno dopo anno. Szczesny vs Buffon? Ogni portiere ha le sue caratteristiche, tutti i portieri sono diversi. Io mi trasformo in campo? Devo farlo, devo trovare un nemico in ogni partita. Per un difensore la sfida con l’attaccante è fondamentale, ma ora sono molto più calmo rispetto a quando ero più giovane”.

Chiellini e Harvard, la risposta a Mourinho

Inevitabile il riferimento all’apprezzamento fatto da Mourinho in occasione del match di Champions League tra Juventus e Manchester United, al termine del quale l’allenatore portoghese ha elogiato la prestazione sua e di Bonucci: “Mourinho mi ha invitato insieme a Bonucci ad Harvard. Mi piacerebbe andarci ma per un master in economia, non per una lezione di difesa (ride, ndr). Buffon? Lui urla di continuo durante le gare, è importante per la difesa sentire il portiere che ti aiuta in questo modo. In Nazionale era peggio che con la Juve, non so perché ma con l’Italia è sempre più teso. Rapporti tra difensore e portiere? Riguardo sempre le partite e studio come prevenire le situazioni di pericolo. Ogni errore cha faccio è una lezione per me. Guardiolismo? Ha cambiato il modo di intendere il calcio”.

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Cheillini e i difensori italiani

Infine, Chiellini si è soffermato sulla situazione dei difensori in Italia e sui protagonisti attuali e futuri nel ruolo: “Da 5-10 anni in Italia non abbiamo difensori di livello internazionale, non è normale. Il calcio è cambiato, non è quello di 30 anni fa, ma le nostre caratteristiche devono rimanere. Prima c’erano grandissimi difensori, poi c’è la mia generazione con Barzagli, Bonucci e Chiellini e per quasi 10 anni c’è stato il vuoto. Ora ci sono Romagnoli, Rugani, Caldara che però sono nati nel ’94-’95. BBC? Il nostro segreto è l’essere complementari. Adesso giochiamo di meno, ma quando giocavamo nella difesa a 3 eravamo perfetti, o comunque vicini alla perfezione, io non avevo bisogno di vedere Leonardo o Andrea, sapevo tutto di loro, le loro migliori qualità e i loro punti deboli”.

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