Chievo-Atalanta, Gianpiero Ventura: “Sono emozionato. Felice di esser tornato”

Pubblicato il autore: Davide Corradini Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

 

Voglio la salvezza per me, per il Chievo e per Verona. Le difficoltà stimolano. Parole di Ventura in vigilia

C’è aria di attesa a Verona per l’esordio di Ventura sulla panchina del Chievo. Freddo, almeno all’apparenza è ciò che si apprende. Non nasconde le preoccupazioni il tecnico veronese alla vigilia di una partita che per lui segna il ritorno sul campo, dopo l’addio l’anno scorso a seguito della sconfitta dell’ Italia alle Qualificazioni di Russia 2018.

Non provo grandi emozioni. Sono eccitato, è diverso. L’idea di tornare a fare qualcosa di buono per il Chievo, di prendere giovani e fare in modo che a fine stagione altre società li vengano a cercare. Certo, sono emozionato all’idea di rimettermi in gioco. E proprio questa situazione mi ha dato ulteriori stimoli. Io voglio la salvezza, non solo per me, ma anche per il popolo di Verona e per la società stessa.” Inizia con queste parole la prima conferenza di vigilia per l’ex c.t. della Nazionale, dopo giorni intensi fatti di riflessioni e allenamenti. In questi pochi giorni a disposizione ha raccolto sensazioni e dati, ha cercato di colmare le lacune e ha provato a dare soluzioni. Senza fermarsi. Ventura sembra tornato.


Oggi, contro l’Atalanta, il tecnico dovrebbe affidarsi al 3-5-2, con Birsa in mediana e Pucciarelli davanti insieme a Stepinski. La situazione non è delle migliori, anche a causa dell’ infermeria piena: Giaccherini, Tomovic, Cacciatore, Obi e Djordjevic sono out. A conferma di coò arrivano anche le parole del tecnico, sempre in conferenza: “Il calcio italiano è difficile. Servono conoscenza, qualità, determinazione, voglia di arrabbiare e rabbia. L’errore più grande sarebbe inquadrare la partita di oggi come un crocevia: non è la penultima giornata, è soltanto la nona. Oggi prima verifica.”

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Per Ventura rischiare non è una novità. E lui lo sa bene. Nella conferenza di vigilia non si è risparmiato: “Se devi recuperare sette punti per avere margini di salvezza dovremo per forza produrre un calcio offensivo. Quando si cambia allenatore le colpe sono sempre di chi va via. Le responsabilità invece vanno ampliate. Sono stati commessi errori, ma stiamo lavorando per evitarli. Il primo passo è recuperare i giocatori e fare in modo che una volta rientrati possano essere impiegati con continuità.”

Sulla sfida di oggi al Bentegodi, parole anche per l’avversario, l’Atalanta: “Fino ad un mese fa era sulla bocca di tutti, contro la Roma ha segnato tre gol ma poteva benissimo farne sei o sette. Viene da un momento di leggera flessione, la sosta gli è stata utile per riprendersi a modo. La incontriamo quindi nel momento peggiore.” Infine uno sguardo alle prossime gare, Cagliari e Sassuolo dopo non saranno di certo più semplici. Sono certo che faremo cose buone, non avessi avuto questa convinzione non sarei ad allenare qui. L’importante adesso è creare i presupposti oggi per essere squadra domani.” Staremo a vedere, ma una cosa è certa. Bentornato in Serie A Gianpiero Ventura!

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