Moggi: “Pregherò per Gianluca Vialli. Calciopoli? Ero il più debole, mi ha salvato la religione”

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

Gianluca Vialli rivela la sua malattia, il pensiero religioso di Moggi. Nella giornata di ieri il mondo del calcio è stato profondamente scosso dall’intervista al Corriere della Sera dell’ex attaccante bianconero. Come è ormai noto, Gianluca Vialli ha confessato al giornalista Aldo Cazzullo: Avrei fatto volentieri a meno del cancro. Ma non è stato possibile. Allora l’ho considerato semplicemente una fase della mia vita che andava vissuta con coraggio e dalla quale imparare qualcosa”. La notizia ha toccato emotivamente anche Luciano Moggi, ex direttore generale del giocatore ai tempi dei trionfi in maglia juventina, che scrive tra le pagine di Libero Quotidiano“Non posso che testimoniare a Gianluca Vialli, attraverso queste righe, il mio dispiacere. Spero che i progressi della medicina possano portarlo fuori da ogni pericolo e che Dio lo protegga. Io pregherò per lui“.

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La frase di Vialli su Calciopoli, la pronta risposta di Moggi. Tra i passaggi dell’intervista dell’ex calciatore della Juventus ha avuto risalto una dichiarazione che ha il sapore di ammissione di colpevolezza : “Quella Juve avrebbe potuto vincere 6 o 7 scudetti su 10, rispettando le regole. Ma poi la gola ha fatto sì che tentasse di vincerli tutti, non rispettando le regole”. Moggi non ha gradito per nulla quanto riportato dal giornalista Cazzullo  e, sentitosi chiamato in causa, si difende così nel suo articolo: “Perché non ha menzionato quanto scritto da Palazzi, procuratore della Figc, e cioè che «l’ Inter è la società che rischia più di tutte per il comportamento illegale del suo presidente Giacinto Facchetti? Io ci sono rimasto in mezzo perché ero il più debole. Se Cazzullo ha famiglia, auguro a lui e ai suoi figli di non provare mai ciò che ho provato io. Mi ha salvato la religione”. 

 

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