Roma, storia di un fallimento annunciato

Pubblicato il autore: Urbano Lofrano

Ok, è troppo facile dire “io lo avevo detto” a conti già fatti, ma in questo caso ci si può davvero credere.
Storia di un tracollo annunciato quello della Roma, che dopo anni di classifiche e risultati più che dignitosi in estate ingaggia il mago del mercato Monchi come Ds e gli dona pieni poteri per portare vittorie e trofei ad un popolo orfano di questi da troppo tempo, e lui pronti via in due anni vende: Rudiger, Salah, Emerson Palmieri, Paredes, Strootman, Nainggolan e i due portieri Szczesny e Alisson quest’ultimo il miglior portiere d’europa nell’ultima Champions.
Sempre Monchi (genio del mercato) sostituisce questi giocatori (che il primo anno hanno portato al record storico di punti in campionato per il club di 87 punti e l’anno dopo una semifinale di Champions) con Karsdorp 17 milioni, Under 14, Nzonzi 25, Pastore 24, Cristante 25, Schick 40 e il famosissimo Olsen portiere svedese per 8 Ml, diciamo che non serviva un addetto ai lavori per capire che la Roma era stata ridimensionata e che non avrebbe avuto sicuramente gli stessi risultati degli anni passati, poi mettici anche una scelta tecnica discutibile come quella di eusebio Di Francesco che ha allenato solo il Sassuolo e dispone di un solo modulo tattico (4-3-3) e la imbarazzante mediocrità dei preparatori scelti da quest’ultimo che segnano numero di infortuni muscolari in due anni “60” (basti pensare che la rosa è formata da massimo 27 giocatori). Sta tutto qui il fallimento della società giallorossa, un opera di ridimensionamento apportata per coprire qualche debito non giustifica tutte le  scelte scellerate che sono state fatte sul mercato, perchè togliere il miglio portiere in circolazione per prendere un portiere semi-sconosciuto svedese non è proprio la mossa di mercato più intelligente da fare per una società che ufficialmente punta ogni anno ad entrare nelle migliori d’europa.
Tabula rasa chiedono i tifosi, stufi e delusi da questa stagione che sembra non avere mai fine, con risultati imbarazzanti ed umilianti e con i giocatori che pare non hanno tutta questa voglia di invertire la rotta, cambio di guida tecnica (Ranieri) e di preparatori in corsa non ha portato alla svolta Champions sperata e continuando di questo passo potrebbe compromettere anche l’europa minore.
Ancora una rivoluzione aspetta quindi i tifosi della Roma questa estate, con scelta del tecnico e amputazione dei rami secchi ( sono parecchi i giocatori sul banco degli imputati che rischiano la cessione) e un Ds che ancora non esiste ufficialmente, la Roma deve ripartire e invece di pensare a costruire lo stadio deve urgentemente Ri-costruire la sua squadra.

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