Rafael Nadal, la forza di un campione mai banale

Pubblicato il autore: Agostino D'Angelo Segui

L’ultimo capitolo del fenomeno senza tempo Rafa Nadal, è andato in scena domenica sul Philippe-Chatrier di Parigi al Roland Garros. Il maiorchino ha avuto la forza di alzare il dodicesimo Open di Francia, davanti a un pubblico che non si aspettava altro di vedere il re della terra rossa confermarsi.

Rafael Nadal celebrates on day twelve of the Wimbledon Championships at the All England Lawn Tennis and Croquet Club, Wimbledon.

Tutto ebbe inizio in quel lontano 2005 in cui sconfisse Federer in semifinale e vinse senza troppi problemi in finale. Da quel giorno, Rafa è stato consacrato a pieno titolo il re della terra rossa. Una carriera costruita da 18 trofei nei Grandi Slam ma anche su tanto sacrificio e sudore. Si, perché Nadal ci ha insegnato ad affrontare la propria vita in maniera differente, concentrandosi su ogni piccolo particolare proprio come lui affronta ogni punto come se fosse l’ultimo.
La forza di questo ragazzo è proprio il fatto di non lasciare nulla al caso, ma affrontare ogni singola partita, ogni singola battuta anche in netto vantaggio come se non fosse successo nulla in precedente. La classica mentalità vincente starete pensando. Ebbene si, una mentalità del genere è anche frutto di tanto impegno e sacrificio. Non di certo potrai vivere la vita di sempre con alcuni eccessi se vuoi diventare un Nadal, ma dovrai sacrificarti molto e sudare tantissimo affinché raggiungi l’obiettivo.
Ad oggi la sua rivalità più grande è con Roger Federer al momento con 20 slam vinti. Entrambi hanno fatto grande il tennis di oggi, dai primi anni del nuovo secolo. Lo svizzero è molto diverso dal maiorchino. Lui è uno nato per questo sport mentre Nadal si è fatto tennista. Questo perché il talento non basta da solo, ma va allenato giorno dopo giorno, con dedizione e fedeltà al lavoro.
Se dovessi prendere come modello un tennista, prenderei di certo lui, non perché gli altri tennisti non sono all’altezza ma perché Nadal ha qualcosa in più, ci insegna ogni partita che tutto è possibile se si punta sul sacrificio e la coerenza in se stessi per raggiungere il traguardo prefissato nella vita. La parola fortuna non esiste per uno come Rafael Nadal, perché in ogni dritto e rovescio di una partita c’è tanta fatica e una forza mentale tale da leggere ogni match allo stesso modo.
Pensandola in questo modo i progressi sono garantiti, sempre con l’umiltà di capire dove poter migliorare. La finale di domenica è stata l’ennesima dimostrazione che ogni punto vale tanto e che essere nel match con la testa è l’ingrediente vincente. Thiem di certo non era un avversario facile da battere e dopo un primo set perso, ha avuto la forza di recuperare, mettendo pressioni al maiorchino. In questo preciso istante, si poteva anche pensare in una vittoria per l’austriaco, tanto Nadal non aveva nulla da dimostrare al mondo del tennis. Le vittoria sono tantissime e una in meno non avrebbe messo in discussione la sua forza. Ma, non è stato così. Anzi non lo sarà mai. In ogni partita si annulla tutto. Vale solamente il presente e Nadal l’ha dimostrato vincendo e alzando il trofeo con la gioia “da primo trofeo”.
Anche questo anno ha smentito le tante voci che come ogni evento su terra si ripetono “quest’anno non vince, non può mica vincere sempre lui”. Ebbene, dopo la batosta dell’ Australian Open qualche Masters1000 buttato, ha mostrato una forza mentale degna dei grandi dello sport. Dopo Roma, in cui ha avuto una iniezione di fiducia per scacciare la maledizione da semifinale dei tornei precedenti, il maiorchino non ha gettato la spugna entrando in campo con una fame da leone. Quattro set, quanto basta per stendere il povero Thiem che ormai come tutti gli altri tennisti iscritti al Roland Garros sanno che fino a quando nel tabellone ci sarà lui, nulla potrà variare.

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