La Questura di Torino risponde alla Juve: “Nessun accordo con la società”

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui

stadio di proprietà

Si è scatenata una vera bufera, dietro la decisione della Juventus di non permettere la vendita dei biglietti per il big match con il Napoli, ai residenti in Campania, e a chi è nato nella regione meridionale. Che siano juventini o campani, a loro è vietata la trasferta per una partita di calcio. Sappiamo che tra le due tifoserie non scorre buon sangue, ma se sono coinvolti anche i tifosi della Juventus, qualcosa non va.
La Questura di Torino infatti, in un messaggio, ha dichiarato che non ha avuto nessun accordo con la Juve, e che inoltre non condivide la scelta: “Con riferimento alla notizia apparsa oggi su alcuni organi di stampa, secondo la quale la Questura di Torino avrebbe concordato il divieto di vendita dei tagliandi per la partita Juve – Napoli a chi è nato in Campania, si comunica ufficialmente che tale notizia è del tutto destituita di ogni fondamento. La Questura di Torino non ha mai concordato tale decisione con la società sportiva né intende condividerla”.

La Juventus dal canto suo, risponde che c’è un accordo tramite una mail. Siamo al limite della discriminazione razziale. Il calcio italiano, nella Figc che tenta di lottare contro ogni forma di razzismo, ancora deve esprimersi nelle sue sedi, soprattutto il presidente Gravina. Vietare una partita di calcio è pressapoco ridicolo. Chissà cosa penserà Sarri, nato a Napoli.

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