Milan, inizio davvero deludente. Ma quel rigore l’avrebbero dato a chiunque

Pubblicato il autore: Luca Marin Segui


Partiamo con un dato statistico, il Milan non perdeva la partita d’esordio in serie A dalla stagione 2015/2016. In quell’occasione, la formazione milanista dell’esordiente Mihajlovic, venne battuta dalla Fiorentina. Anche in questo caso fuori da San Siro.

Analizziamo la sconfitta

Tornando alla partita di ieri, sembrava proprio destinata a terminare a reti inviolate, con due squadre che prima del gol avevano creato poco in fase offensiva, limitandosi a difendere gli attacchi mai veramente pericolosi provenienti dalla squadra avversaria.
E qui arriva la prima grande sorpresa, assolutamente in controtendenza con quanto visto nelle amichevoli di precampionato: “La mano di Giampaolo” non si vede, la squadra, che aveva messo a dura prova le difese di Bayern Monaco, Manchester United e Benfica, non riesce a realizzare una sola conclusione nello specchio della porta nell’arco dei 90 minuti.
Certamente non c’è da stupirsi considerando, dati alla mano, le partenze a rilento del tecnico ex Sampdoria.
Il fatto che sorprende maggiormente è la completa involuzione di Suso, un giocatore capace di sorprendere tutti nel suo nuovo ruolo sulla trequarti anche contro difese sicuramente più forti, ma che nella partita di ieri non è riuscito a rendersi in alcun modo pericoloso, se non nei minuti finali con qualche cross in area dalla sua posizione.
Una conferma arriva invece dal gol subito, anche quest’anno ci saranno problemi nei duelli di testa e ogni calcio d’angolo sarà una buona occasione per prendere gol. Ma non possiamo attribuire le colpe di questo a Giampaolo e il suo staff, più che altro alla mancanza di cattiveria nel marcare il giocatore.
Senza considerare che il marcatore sia stato Rodrigo Becao, un illustre sconosciuto, che mai aveva segnato un solo gol in tutta la sua carriera.
Tra le note positive abbiamo sicuramente Gigio Donnarumma, che qualcuno ancora vorrebbe vendere lamentandosi del suo ingaggio pesante, ma che continua a salvarci di partita in partita.
Se dobbiamo trovare una differenza rispetto alle amichevoli che ne giustifichi, anche solo in minima parte l’involuzione di ieri sera, potrebbe essere proprio la mancanza di un vero regista in squadra. Il tanto criticato Biglia infatti è capace di dare tempo e geometrie alla manovra, cosa che Calhanoglu, senza considerare le innumerevoli verticalizzazioni sbagliate, non è riuscito a dare.

Il rigore

Ma veniamo ora al calcio di rigore.
Un rigore solare non fischiato, nonostante la grande facilità nell’assegnarli vista a Firenze prima e a Cagliari poi. Insomma è inspiegabile come, nonostante l’arbitro richiamato dagli assistenti VAR sia andato a rivedere l’azione, considerando anche le nuove regole di quest’anno, abbia deciso di confermare la sua precedente decisione.
Il designatore degli arbitri Rizzoli alla riunione precampionato con i suoi colleghi aveva affermato: “L’obiettivo è ridurre il margine di discrezionalità”, infatti per quanto riguarda i falli di mano, sono considerati da sanzionare: tutti i tocchi volontari e involontari se il braccio è all’altezza o sopra la linea delle spalle e se è più largo del corpo.

Sicuramente è inutile nascondersi dietro questo episodio, vista la prestazione della squadra. C’è ancora molto su cui lavorare e le parole di Giampaolo nel post partita fanno ben sperare. A differenza delle gestioni precedenti si ammettono gli errori e la squadra è già scesa in campo in mattinata per preparare l’esordio a San Siro. Ci sono ancora i nuovi giocatori da inserire, che possono solo che migliorare la situazione, e una settimana di mercato con un viaggio a Madrid in programma.

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