Nicchi si arrabbia: “Le regole non si applicano in base al colore delle maglie”

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui

In questi giorni, l’attenzione dei tifosi, dei giornalisti e degli interessati, è rivolta verso il nuovo regolamento riguardante la volontarietà o meno dei calciatori, riguardo i falli di mano, soprattutto quelli in area di rigore, che portano all’assegnazione o meno della massima punizione.
In Juventus-Bologna di sabato sera, il caso De Ligt, ha aperto una discussione che andrà molto a lungo, con chi difende la scelta di Irrati, che non ha chiamato il rigore, perché il difensore olandese, voleva spazzare il pallone fuori dall’area, quindi il tocco col braccio è involontario. Altri, invece, sostengono, guardando un’altra angolazione, quella del retro porta, che De Ligt non tocca la palla che sbatte prima a terra e poi va sul braccio del difensore.
Allora c’è bisogno di un chiarimento, e Nicchi, presidente dell’Aia, è intervenuto abbastanza duramente a Radio Rai 1, sostenendo che “non si può pensare che si applichino le regole in base al colore della maglia”. Continua poi, dicendo che “quando la palla sbatte sul braccio di un giocatore, anche scomposto, ma dopo aver fatto una giocata, non è rigore.” Quindi, se un calciatore, in area, tenta di spazzare il pallone, dopo un palleggio e malauguratamente gli tozza il braccio, non si punisce? si considera involontario? allora, gli arbitri, seguono il regolamento, o fanno di testa propria, affidandosi al libero arbitrio? la Serie A, non sarà mai un campionato senza polemiche e misteri. Altro che Premier League, dove le immagini Var, vengono esposte ai tabelloni, per farle vedere agli spettatori che pagano.

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