Esposito in esposizione, ma non in vendita! Esordio da titolare, gol e record

Pubblicato il autore: Giuseppe Colicchia Segui

LA NASCITA DI UNA STELLA

Siamo nel 2002, sono passati 58 giorni da una delle sconfitte più cocenti della storia dell’Inter (quella tragica partita del 5 Maggio persa contro la Lazio con conseguente vittoria del campionato da parte dei rivali storici della Juventus), è il 2 Luglio e, mentre Steve Fossett negli Stati Uniti si sta accingendo a diventare il primo uomo al mondo a compiere da solo il giro della terra in mongolfiera, a Castellammare di Stabia nasce un bambino ricciolino con una passione per il calcio che scorre già potente nelle vene. Il padre Agostino è un ex calciatore e allenatore della Juve Stabia e tramanda l’amore per il calcio a Sebastiano Esposito e al fratello di 2 anni più grande Salvatore. Poi nel 2005 toccherà a Francesco Pio nascere in questa famiglia potentemente calciofila, la famiglia Esposito. Sebastiano cresce con l’idolo di Totti, studia i segreti dai più grandi per diventare un giorno un calciatore e uno specialista di punizioni. Le giovanili nel Brescia e poi l‘Inter. Destino comune a tutti i fratelli. Salvatore, il fratello maggiore non trova spazio con l’Inter e finisce per essere ceduto alla Spal e poi in prestito al Chievo Verona, squadra dove gioca tutt’ora; il fratellino più piccolo continua il percorso nelle giovanili dell’Inter così come Sebastiano che incanta e convince tutti gli allenatori che lo incontrano.

I RECORD PRECEDENTI

Il 14 Marzo del 2019 inizia ufficialmente la carriera da calciatore professionista per Sebastiano Esposito che, all’età di 16 anni e 8 mesi, subentra a Borja Valero esordendo nel match di Europa League contro l’Eintracht Francoforte e diventando il più giovane debuttante di sempre della storia dell’Inter in una competizione europea. Tanta emozione nel post-partita ma nessuna occasione per mettere in mostra il proprio talento in quei pochi minuti di una gara in cui l’Inter esce sconfitta. Il ragazzo cresce sotto la guida di Madonna (allenatore della Primavera nerazzurra) e di Spalletti che continua a farlo allenare qualche volta con la prima squadra. In questa stagione a Spalletti subentra Antonio Conte, che arriva all’Inter in una situazione di emergenza con pochissimi attaccanti (caso Icardi, calciatori impegnati con le nazionali ecc.). Esposito diventa così subito un grande protagonista delle prime apparizioni dell’Inter nel precampionato, impressionando tutti per maturità e talento sfoggiati contro squadre del calibro di PSG, Manchester United e Juventus. Riesce così a convincere Conte del fatto che si meriti un posto in prima squadra: sarà quindi la quinta punta di ruolo e sarà libero di giocare con la Primavera e la Nazionale di categoria solo in caso di abbondanza di attaccanti. Gli attaccanti si infortunano (Sanchez e poi Politano) e Sebastiano ha l’occasione di esordire in Champions League il 23 Ottobre del 2019, a 17 anni e 113 giorni, subentrando a Lukaku nella sfida vinta dai nerazzurri contro il Borussia Dortmund per 2 a 0, diventando il più giovane debuttante dell’Inter nella moderna Champions League. Primo pallone toccato: stop al volo ed elastico a dribblare il proprio avversario. Secondo pallone toccato: scatto in profondità e corsa verso la porta, protezione del pallone e rigore procurato. San Siro esplode di gioia e lui ha già conquistato il cuore dei tifosi nerazzurri. Il 26 Ottobre esordisce anche in campionato contro il Parma.

21/12/2019: LA SERATA PERFETTA

Il 21 Dicembre, la serata perfetta per il talento di Castellammare di Stabia, un sogno che si avvera e una serie di record battuti o eguagliati. L’Inter affronta il Genoa di Thiago Motta a San Siro e Sebastiano Esposito gioca da titolare, diventando il più giovane titolare dell’Inter in un match di Serie A nel XXI secolo. Ma la serata deve ancora cominciare. Quella serata “migliore di quella che potesse sognare” e che “non gli ha fatto chiudere occhio” per la notte precedente (e probabilmente nemmeno per quella successiva), come riferito da lui stesso al termine del match. Al 64′ l’Inter conquista un calcio di rigore e il risultato è di 2 a 0 dopo le reti di Lukaku e Gagliardini. Lukaku è il rigorista dei nerazzurri e prende il pallone, il suo “piccolo amico” diciassettenne si avvicina sperando di poterlo battere, il pubblico urla il nome di Sebastiano, Lukaku lo guarda, sorride e gli lascia il pallone dopo averlo caricato con le sue parole. Esposito va dal dischetto, calcia forte ad incrociare alla destra di Radu, il rigore è imparabile ed è il primo gol della sua carriera. I tifosi interisti esplodono di gioia come se a segnare fosse stato il proprio figlio. Sebastiano Esposito raggiunge l’ennesimo record della serata: è il secondo marcatore più giovane di sempre con la maglia dell’Inter in Serie A, alle spalle di Mario Corso.

PAROLE AL MIELE

Nel post partita c’è tutto lo spazio per gioire, piangere ed emozionarsi insieme ai compagni, ai tifosi e soprattutto con la mamma (immortalati in un bellissimo scatto nel momento dell’abbraccio). La commozione dovuta all’incontro con la madre la porta anche quando va davanti ai microfoni di Sky per l’intervista. “Spero di continuare così. Sto raccogliendo i frutti del mio lavoro, dei tanti panini che mangiavo prima degli allenamenti… ma c’e’ ancora tanto da lavorare.” Poi un doveroso ringraziamento al “gigante buono” Romelu Lukaku per il rigore lasciato: “lui è una persona fantastica, oltre a essere un giocatore straordinario. Mi ha detto di andare convinto sulla palla e di fare gol”.

IL FUTURO NERAZZURRO

Il futuro di Sebastiano Esposito sarà sicuramente luminoso, dovrà continuare a lavorare e a crescere, come detto dal diretto interessato ma anche da Antonio Conte. L’Inter ci ha puntato, lo ha cresciuto e lo ha “esposto” al mondo. Ha anche detto a chiare lettere che “non è in vendita“. La società meneghina aveva già blindato il proprio talento rinnovandogli il contratto nel corso dell’ultima estate e rifiutando categoricamente ogni proposta arrivata in sede, dagli inserimenti del ragazzo per le trattative con Roma e Cagliari per Dzeko (poi sfumato) e Barella, alle offerte monstre del PSG e delle altre big europee che avevano messo gli occhi addosso al 2002. Ancora minorenne, il giovane attaccante nerazzurro ha il futuro dalla sua parte, ma anche il presente è suo e potrà continuare a battere record su record. L’obiettivo è quello di riuscire, un giorno, ad essere sul tetto del mondo del calcio, non sopra una mongolfiera, ma sulle ali del proprio talento.

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